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Come Effettuare Uno Startrail
Come Effettuare Uno Startrail Inviato il  Lun 19 Jan, 2015 11:19 Da Gaspare Silverii Fotografia
Photography
Salve ragazzi, dopo numerosi contatti in cui mi si chiedeva come e quale tecnica utilizzassi per i miei startrail ho deciso di scrivere giusto qualche pillola (dato che per scrivere tutto mi ci vorrebbe un mese...) sul come questa foto ed altre simili son state realizzate, dato che non son "geloso" di arcani misteri o cosa (anche perché poi è sempre il fotografo a dare la sua interpretazione), sperando questa sia cosa gradita.
Ora bando alle ciance e diamoci sotto

NOTA: in questo tutorial mi sto riferendo in modo particolare allo scatto del Trabocco del Turchino


Realizzazione Foto Per Il Primo Piano

In fase di ripresa mi son recato sul posto poco prima del tramonto in modo da poter studiare con calma la composizione ma sempre tenendo conto del fatto che sarebbe stata una notturna quindi precedenza al cielo si ma non trascurando il trabocco soggetto fondamentale.

Una volta posizionata la macchina ho atteso l'ora blu per scattare una carrellata di circa 30 foto: queste poi verranno selezionate e la migliore usata per fare da "fondo".

Come mai direte? In questo modo ho avuto modo di scattare con ISO bassissimi (ISO 100) quindi un rumore davvero minimo e ho potuto evitare di riprendere l'inquinamento luminoso dovuto alle luci dei paesi circostanti (che avrebbero dato una colorazione ed illuminazione giallognola al trabocco, rispecchiandosi anche in alcune porzioni del mare).

Quindi ora abbiamo la nostra foto di base... non resta altro che aspettare il "calar delle tenebre" :-), e poi si inizia a scattare.

Riassumendo quindi è stata scattata una foto per il paesaggio/trabocco all'ora blu a ISO 100 - f/2.8 - 30sec.


Ripresa Della Stellata / Startrail

Molti mi hanno chiesto come ho fatto a far venire i colori oppure che gli piaceva particolarmente la morbidezza delle scie, ecco quindi qualche informazione a riguardo (anche su come evitare startrail tagliuzzati ed a puntini, o "sbiancati")

Una prima soluzione sarebbe quella di dare pochissimo tempo di riposo alla macchina tra uno scatto ed un altro (scatto che in genere è di 30sec f/2.8 e ISO a piacimento in base a qual che si vuol ottenere), ma non è questa la soluzione adottata da me per due motivi:
  • Con una DX se non gli si fa fare la riduzione rumore si rischia che venga una porcheria con gli hot pixel (ma facilmente recuperabile con un dark frame)
  • Dovrei fare un'infinità di scatti


Allora ecco che possiamo fare una scelta molto intelligente che ci permette di dimezzare gli scatti... come? Semplicemente utilizzando il FUORI FUOCO!
Se noi SFOCANDO facessimo diventare le stelle più "grandi" (simili a delle piccole palline) avremmo dei guadagni in tutte le seguenti situazioni:
  1. Si dimezzano gli scatti potendo fare uno scatto da 30sec e 30sec di riposo e non avere startrail a tratti dato che essendo diventata la stella una pallina e non puntiforme si avrà un lasso di tempo superiore prima che si discosti dalla foto precedente in maniera tale da creare un "vuoto" (ovviamente tutto è in relazione alla focale utilizzata io qui parlo di situazioni con almeno 14/16mm su FF)
  2. Si hanno linee meno secche nello startrail e più "garbate", che a mio avviso rendono la foto più morbida e piacevole
  3. Si facilita l'estrazione del colore delle stelle in post-produzione dato che non si hanno punti ma "palline", e quindi l'informazione è distribuita su più pixel su cui poter lavorare e tirare fuori il colore, in modo da prevenire una sorta di perdita di informazione sulla lavorazione del file stesso


Ora però c'è una piccola controindicazione, premesso che bisogna prenderci la mano sul quanto sfocare altrimenti vengono fuori cose improponibili... ma le stelle piccine che fanno? E quelle vicine? Quelle piccole le si perde... quelle vicine si "fondono", ma per noi non è un problema dato che non si tratta di una foto strettamente astronomica.

Quindi è facile capire che con circa 360 foto da 30sec intervallate ogni 30sec si ha una foto al minuto si copre un periodo di circa 6 ore ma fortunatamente avremmo esposto effettivamente il sensore della macchina per la sua metà ovvero 3 ore (e questo è un bene perché la macchina ci ringrazierà con il tempo!).

Piccoli Accorgimenti E Riflessioni

Perché far fare la riduzione rumore? E come farlo?
Faccio una dark frame all'inizio ed uno alla fine e li uso per la rimozione degli hot pixel a tutti gli altri scatti.

Altro lavoro risparmiato alla macchinetta dove sempre lei ci ringrazierà così come le batterie.

Ora manca decidere gli ISO per le stelle.

Io ho deciso di scattare ad ISO 1600 per vari motivi:
  • Avendo le stelle non più puntiformi alcune stelle rischio di perderle allora alzo gli iso
  • Volevo un fascio abbastanza fitto di stelle e se fosse stato troppo comunque in post-produzione avrei potuto gestire la cosa "riducendole" tramite ad esempio una regolazione di livelli mentre non avrei potuto fare il contrario ovvero aggiungere stelle che non avrei catturato


E direte ora: ok ma il rumore è bassissimo sulle stelle! Come hai fatto? Tra poco lo scoprirete...

Postproduzione

In primis lavoro su Lightroom la mia prima foto di base del trabocco scattata all' ora blu.

Poi metto le stellate in Lightroom ne lavoro una e applico a tutte circa gli stessi preset in automatico. Poi di nuovo in automatico le esporto tutte in JPG (si mi basta il jpg in questo caso perché non servono dettagli estremi) e le monto tutte assieme su StarStax qui avrò lo startrail montato ma c'è ancora rumore. Allora salvo il file in TIFF vado su Photoshop e finisco a rimuovere il rumore (trattazione troppo lunga per spiegare bene i 3 principali criteri che utilizzo).

Risultato

Si ha uno startrail che da ISO 1600 ha una pulizia paragonabile tra ISO 100 e ISO 400.
Ok ora possiamo riprendere la foto del paesaggio e montare assieme lo startrail e paesaggio con tutti i vari accorgimenti... qualche ora di lavoro e la foto è pronta.


Spero vivamente sia stato utile e che sia cosa ben accetta. Appena avrò tempo continuerò il discorso con gli startrail di tipologia "complessa" nel senso che lo si "altera" in fase di ripresa come gli effetti Vortex/Spiral.

Vi lascio qualche riferimento con annesse foto da me realizzate.

dsc0555_polar_rgb_union
dsc0986_modifica_1421662505_403424
dsc2578_modifica_copia
dsc1432_campotosto_trail
dsc_1667_roccacalascio

A presto e BUONA LUCE!

PAGINA FACEBOOK https://www.facebook.com/gasparesilveriifotografia
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Mighty Gorgon Photoshop Actions Pack - 1.0.0
Mighty Gorgon Photoshop Actions Pack - 1.0.0 Inviato il  Ven 16 Jan, 2015 22:56 Da Mighty Gorgon
Photography
Le azioni di Photoshop (tra le altre funzioni) consentono di automatizzare alcune attività nella postproduzione fotografica. Nel corso del tempo ho trovato molto utile creare delle azioni per semplificare e velocizzare il mio flusso di lavoro in fase di postproduzione. Ho deciso di condividere qui nel forum un pacchetto con le mie azioni preferite (tutte registrate manualmente da me).

Ecco una breve descrizione delle azioni inserite in questa prima versione:
  • Luminosity Masks - Create: va lanciata su un layer totalmente opaco e con fusione normale, verranno così create 18 maschere di luminosità (6 chiare, 6 scure e 6 medie) da utilizzare per applicare aggiustamenti alle proprie immagini.
    Per chi avesse bisogno di studiare cosa sono e come si usano:

  • Luminosity Masks - Remove: le maschere di luminosità sono selezioni complesse e occupano parecchio spazio se si vuole salvare il PSD, per tale motivo questa azione serve ad eliminare le selezioni create con lo script precedente una volta che non se ne ha più bisogno.
  • Sharpen - Double Focus*: aggiunge nitidezza secondo una maschera di luminosità in LAB (da dosare opportunamente dopo l'applicazione regolando l'opacità del nuovo livello).
  • Sharpen - Gaussian/Overlay*: aggiunge nitidezza attraverso una sfocatura invertita in modalità overlay (da dosare opportunamente dopo l'applicazione regolando l'opacità del nuovo livello).
  • Sharpen - High Pass*: aggiunge nitidezza tramite l'applicazione di un filtro High Pass (da dosare opportunamente dopo l'applicazione regolando l'opacità del nuovo livello).
  • Sharpen - Clouds*: aggiunge un po' di nitidezza e struttura alle nuvole (da rifinire con maschere e selezioni appropriate).
  • Noise Reduction - Dark Area*: riduce il disturbo nelle zone scure dell'immagine.
  • Noise Reduction - Dark Sky*: riduce il disturbo nei cieli notturni.
  • Dodge And Burn - Layer: crea un livello di grigio neutro per poter applicare scherma e brucia in maniera non distruttiva.
  • Orton*: aggiunge un effetto Orton da modulare a seconda dei gusti.
  • Glow*: aggiunge un effetto Glow da modulare a seconda dei gusti.
  • Stack - Maximize Dynamic Range: partendo da uno Smart Object (Oggetto Avanzato) che contiene diverse immagini in Stack (sovrapposte) consente di applicare in sequenza quattro diversi metodi di sovrapposizione (medio, mediano, chiaro, scuro).


* Le azioni contrassegnate con * utilizzano la fusione dei livelli visibili prima dell'applicazione, quindi si consiglia di "sbloccare" (o duplicare) il livello di sfondo nel caso in cui si lavori con un singolo livello (per evitare che l'azione applichi l'effetto direttamente sul livello originale).


mighty_gorgon_ps_actions_1_0_0



Tutte queste azioni sono state create e testate in Photoshop CC 2014 in lingua inglese a 64bit per Windows.




Se avete suggerimenti, sono chiaramente ben accetti.


P.S.: Vi pregherei di segnalare le specifiche tecniche della vostra piattaforma nel caso in cui abbiate problemi a farle funzionare.


Per scaricare l'allegato è necessario essere registrati


mighty_gorgon_ps_actions_1.0.0.zip
 Descrizione:  Mighty Gorgon Photoshop Actions Pack - 1.0.0
Download
 Nome del file:  mighty_gorgon_ps_actions_1.0.0.zip
 Dimensione:  2.79 KB
 Contatore Download:  File visto o scaricato 17 volta(e)


 




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Alba Al Pontile - Workflow E Before And After
Alba Al Pontile - Workflow E Before And After Inviato il  Ven 09 Jan, 2015 16:47 Da Matt-of-Florence
Photography
Ho da poco processato l'ultimo scatto fatto quest'estate ai pontili del lago di Massaciuccoli. Non è il più spettacolare, ma ho sfruttato l'occasione di un po' di tempo per salvarmi i vari step e mostrare così il flusso di lavoro adottato.
Lo scatto è stato effettuato montando il filtro ND64 Haida Pro II.

Partiamo dagli scatti RAW. Avevo scattato in bracketing a tre scatti, con 2 stop di gap. In post ho deciso di usare solo lo scatto centrale, dove c'era una bruciatura limitatissima, e quello sovraesposto:
1_raw_1 2_raw_2

Di seguito la post fatta sul RAW più sottoesposto, concentrando l'attenzione sul cielo. Ho comunque aperto le ombre, per poi avere una fusione più graduale fra i due scatti quando si andranno ad unire in Photoshop.
3_post_raw_1

Sul RAW più esposto invece la post è stata più aggressiva, cercando di tirar fuori molti dettagli e tridimensionalità dal pontile.
Ho agito con i cursori globali ed aggiunto un pennello di regolazione locale sul pontile:
4_post_raw_2_cursori 4_post_raw_2_pennello_cursori 4_post_raw_2_pennello

Ed il risultato:
4_post_raw_2

Come si può notare sullo scatto più esposto è visibile un doppio flare. Avendolo notato in fase di scatto, mi ero premunito scattando con le stesse impostazioni del raw più esposto anche questo ulteriore scatto di supporto, che qui vi mostro dopo avr applicato la stessa identica post dello scatto senza la mano:
6_post_raw_3

Ho quindi caricato in Photoshop i tre files, li ho sovrapposti con opportune mascherature ed infine ho fatto un passaggio con il filtro "Pro Contrast" di Color Efex Pro con punti di controllo sul solo cielo, per renderlo ancor più interessante.
7_livelli_ps

Un passaggio finale per aumentare la nitidezza, ed ecco lo scatto finale:
finale

Il Before & After ve lo presento confrontando come "before" lo scatto meno esposto, visto le estese bruciature presenti nell'altro.

Before: 1_raw_1
After: 1_raw_1


 




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Nikon D750 Contro Canon EOS 6D
Nikon D750 Contro Canon EOS 6D Inviato il  Mar 06 Jan, 2015 21:14 Da Mighty Gorgon
Photography
Da qualche mese è uscito sul mercato un nuovo modello di fotocamera la Nikon D750 (insieme alla Nikon D810 con la quale condivide il sensore). Premetto che da sempre utilizzo reflex Canon della quale ho provato una decina di modelli tra APS-C e Full Frame (partendo dalla Canon EOS 350D nel 2006 per arrivare alla Canon EOS 5D Mark III)... prima del 2006 ho usato Casio, Kodak, Magnex e altre varie marche di compatte digitali... ma mai Nikon. Oltre che di fotografia, ho una forte passione anche per la tecnologia in genere, per questo ogni volta che esce qualche nuovo modello di "gadget" elettronico, sono incuriosito dai progressi e dalle funzionalità nuove. Era da tempo che volevo provare una fotocamera Nikon e questa è stata l'occasione giusta.

Ho provveduto quindi a vendere la mia amata Canon EOS 5D Mark III e a prendere una Canon EOS 6D (perché non essendo Zio Paperone, non avevo voglia di cambiare anche tutte le ottiche!) usata a quasi metà del prezzo ricavato. Con la rimanenza della vendita, ho aggiunto quindi la differenza per prendere la Nikon D750 il giorno del black friday per usufruire degli sconti sull'elettronica.

Ad oggi è poco più di un mese che utilizzo in contemporanea sia Canon EOS 6D che Nikon D750 per scattare, e volevo condividere le prime impressioni con chi è curioso di avere qualche informazione su questa macchina (o perché è malato come me... o semplicemente perché è interessato all'acquisto).


DISCLAIMER: ci tengo a sottolineare che quanto scritto è frutto solo della mia esperienza e del mio modo di fotografare, non sono pagato né da Canon, né da Nikon e non mi interessano le scelte di fede. Una bella foto non dipende certamente dall'attrezzatura usata.


Queste sono le principali differenze che ho notato, vorrei dividerle in PRO e CONTRO della Nikon D750 verso la Canon EOS 6D, sottolineando di nuovo che sono strettamente legati al mio modo di scattare.


PRO

  1. La gamma dinamica della Nikon D750 è molto superiore a quella della Canon EOS 6D. A ISO 100 dei test di laboratorio hanno mostrato che la Nikon D750 arriva a circa 14EV di gamma dinamica, contro i soli 12EV della Canon EOS 6D. Nel mio piccolo ho fatto qualche prova e posso confermare che anche in caso di forte sottoesposizione, la qualità del file RAW della D750 è decisamente superiore a quella della 6D. Allego un piccolo esempio da ACR in cui ho solo spostato l'esposizione di +5EV.
    nikon_d750_review_before

    nikon_d750_review_after

  2. Migliore resa ad alti ISO... non ho misurato direttamente ancora, ma il rumore ad alti ISO è visibilmente inferiore. Alcuni test riportano circa un 2/3 (due terzi) di stop di rumore in meno a parità di ISO rispetto alla 6D. Differenza notevole.
  3. Funzione intervallometro e timelapse con compensazione dell'esposizione: queste funzionalità sono quelle che mi hanno spinto a scegliere la D750 e non mi hanno deluso. In particolare la funzione timelapse è molto comoda perché tira fuori un filmato già pronto. La funzione di compensazione dell'esposizione funziona piuttosto bene, anche se mi sarebbe piaciuto avere più personalizzazione sulle modalità di ramping (ad esempio ISO e tempi minimi/massimi), ma in Canon queste funzioni mancano completamente e sono ottenibili solo tramite Magic Lantern (con funzionamento lievemente diverso rispetto a Nikon).
  4. Schermo orientabile: non sono un fan degli schermi orientabili... ma non ne nego la comodità in talune estreme situazioni. La D750 ha lo schermo orientabile.
  5. Pulsante dedicato per bracketing: su Canon bisogna entrare nel menu o crearsi una funzione personalizzata... mentre sulla D750 è disponibile un pulsante apposito.
  6. Orizzonte virtuale su 3 assi anziché soltanto su 2.
  7. Presenza di due slot per schede di memoria.



CONTRO

  1. Compensazione dell'esposizione in live view in situazioni di scarsa luce: su questo aspetto la 6D è notevolmente migliore della D750, perché l'anteprima della foto sullo schermo è più luminosa e consente di mettere a fuoco anche in condizioni di luce bassissima. Con Nikon si fa molta più fatica...
  2. Bilanciamento del bianco: questo aspetto l'ho trovato molto strano... però mi è capitato diverse volte di scattare con entrambe le macchine contemporaneamente con l'impostazione AWB (bilanciamento automatico del bianco) ed i risultati sono stati piuttosto differenti. Il bilanciamento del bianco di Canon mi è sembrato più fedele. Certo non è un gran problema visto che si può intervenire in post o impostarlo manualmente, ma volevo riportarlo.
  3. Ghiera controlli modalità di scatto: all'inizio pensavo che avere una ghiera dedicata per impostare la modalità di scatto (singolo, continuo, timer, ecc.) fosse un vantaggio di Nikon. In realtà alla lunga l'ho trovato uno svantaggio per il mio modo di scattare, perché su Canon essendo impostazioni "digitalizzate" si possono impostare anche nei preset utente e possono tornare molto utili quando si impostano C1 o C2 (equivalente in U1 e U2 sulla D750) senza dover "smanettare" su due diverse ghiere. Quando si ha fretta e si è al buio può fare la differenza... ma credo che anche questo sia legato alle abitudini.
  4. Bracketing automatico "rallentato" rispetto a Canon: sulla 6D (ma vale per tutte le Canon) quando si imposta un bracketing di esposizione e si imposta il timer, i diversi scatti vengono effettuati in sequenza al più veloce intervallo di scatto possibile. Su Nikon invece se non si ha un telecomando e si vuole evitare di premere l'otturatore manualmente (per evitare micromosso) allora l'unica soluzione è impostare anche il timer, che però non consente intervallo inferiore a mezzo secondo tra uno scatto e l'altro. E' un'enormità per scene in movimento... L'alternativa è mettere scatto continuo ed usare un telecomando, ma lo trovo limitativo, perché non sempre si ha il tempo di organizzarsi su questo.
  5. Mancanza di un ricevitore GPS integrato. Non indispensabile, ma a volte utile.


Magari qualcuno dei contro è dovuto ad una mia carenza di conoscenza della Nikon... chiedo scusa in anticipo nel caso e vi pregherei di intervenire.



CONCLUSIONI

In conclusione, l'impatto con Nikon è stato sicuramente positivo anche se chiaramente bisogna tenere conto che la 6D è più vecchia di circa due anni e paga molto lo scotto in termini di evoluzione tecnologica. Oggi due anni di tecnologia sono un'infinità sulla qualità dei sensori, e si vede tutta questa differenza sulla qualità dei file RAW. Mi aspetto (o forse è più una speranza) che Canon colmi questo gap nel 2015 con dei nuovi modelli. Installando Magic Lantern sulla 6D, ci sono comunque pochi motivi (oltre al sensore più prestante, che non è poco...) per preferire la D750 rispetto alla 6D.

Chiedo scusa se non ho fatto riferimenti sulla messa a fuoco, ma nel mio tipo di fotografia scatto solo con messa a fuoco manuale, quindi non ho valutato il sistema di messa a fuoco... stesso discorso per la raffica che per molti è importante.






P.S.: cercherò di tenere aggiornato questo articolo con ulteriori osservazioni mano a mano che migliorerò la conoscenza della Nikon.


 




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La Calibrazione Del Monitor
La Calibrazione Del Monitor Inviato il  Ven 05 Dec, 2014 18:16 Da Shiro
Photography
Ciao amici, dopo una bella faticaccia sono riuscito a chiudere una specie di vademecum del "buon calibratore di Display" . Ho cercato di condensare quanto ritengo possa essere già sufficente per potersela cavare da soli a calibrare il proprio monitor, dopo essersi presi un buona sonda colorimetrica e sopratutto a far in modo che tutto vada per il verso giusto ( che sarebbe il minimo dopo che uno spende qualche soldino!). Spero che il frutto della mia esperienza possa aiutarvi a saper scegliere gli acquisti appropriati alle vostre esigenze, ma sopratutto a rendere efficace la calibrazione senza fare ricerche sterminate.
Buona lettura, ma prima mettetevi comodi


LA CALIBRAZIONE DEL MONITOR, LE IMPOSTAZIONI E RELATIVE PROBLEMATICHE.
di Stefano Sciretti www.fotosciretti.it

INDICE

- Premessa
- Cosa significa calibrare un Monitor e perché
- Cenni sulla teoria del colore e definizioni
- La calibrazione del Monitor
- Quali sono i parametri essenziali che coinvolgono la calibrazione e come impostarli
> Come io ho impostato i controlli avanzati
- Le problematiche della calibrazione




PREMESSA

Quanto descritto di seguito è improntato non tanto sul voler stendere un trattato tecnico o linea guida sulla teoria del colore o sulle migliori impostazioni di calibrazione, quanto sul perchè, come e quando calibrare un monitor, e sopratutto sulla discussione di problematiche comuni una volta eseguita la calibrazione e sul come districarsi per risolverle.

E' probabile che possa commettere alcune imprecisione tecniche, forse anche per abuso di linguaggio, ma ritengo sia più importante, per chi è all'asciutto sulla questione, avere un'idea del processo che sta dietro ai meccanismi della calibrazione che non puntualizzare sulla definizione da manuale.


COSA SIGNIFICA CALIBRARE UN MONITOR E PERCHE'



La calibrazione del monitor è un operazione che consente la verifica di corrispondenza dei colori, a video o stampati, ad uno standard.

Lo standard di riferimento è oggi riconosciuto come International Color Consortium (ICC).

Attraverso la calibrazione si può far in modo che le differenti periferiche o attrezzature (macchina fotografica, stampanti, monitor, ecc..) che generano o gestiscono i colori, possano intercomunicare tra loro e, in sostanza, parlare la stessa lingua affinché ciò che vedo a video sia lo stesso che vedrò sulla carta stampata.

La funzione conclusiva della calibrazione è la creazione di un profilo, che in generale altro non è che un set (o tabella) di istruzioni per la scheda video affinché dica al monitor come debba rappresentare il colore su ogni pixel. Nei monitor professionali, questo set di istruzioni può essere programmato internamente al monitor.

Credo che a tutti sia capitata l'esperienza di aver eseguito un'elaborazione digitale onerosa in fatto di tempo e giudicata fantastica a video per poi restare completamente delusi dalla stampa: colori opachi, immagine scura oppure sbiadita, eccessiva saturazione di alcuni colori, oppure una forte desaturazione, ovvero anche una non corrispondenza della tonalità stessa dei colori.

Tutto questo perché ciò che la nostra scheda video ed il nostro monitor codificano in termini di colore non è lo stesso di ciò che codifica la macchina di stampa del nostro stampatore (o della nostra stampante).

Quindi perché passare ore a correggere variazioni tonali, saturazioni e luminanza dei colori quando poi non vengono stampati così come li abbiamo visti sul nostro monitor?

La soluzione è appunto la calibrazione del monitor e la creazione di un profilo standardizzato (ICC) sul quale poi, con i software disponibili per l'elaborazione delle immagini, operare (se necessaria) una conversione nel profilo di stampa ICC del nostro stampatore.


CENNI SULLA TEORIA DEL COLORE E DEFINIZIONI

I colori che vengono rappresentati sulla carta stampata o sul monitor o su un file digitale altro non sono che codifiche numeriche per rappresentate uno spettro colore di luce visibile.

I colori dello spettro della luce visibile sono stati codificati e mappati in diversi modi (o modelli matematici) per essere rappresentati e sono chiamati "spazio colore". Una speciale commissione - CIE (Commissione Internazionale per l'illuminazione) ha definito diversi modelli matematici di percezione del colore rappresentati dalle sigle: XYZ, xyY, Lab, Luv.

La rappresentazione più comune è lo spazio colore CIE XYZ o anche definito spazio di cromaticità CIE 1931


ciexy1931


in cui un colore è espresso attraverso la somma dei tre colori primari in un modello a 3 componenti additive.

Nota: Prendete con le dovute considerazioni questa frase, perché detta così può lasciare perplessi ma sappiate che il grafico di cui sopra deriva da una formulazione matematica piuttosto articolata e che non riporto per pace dei sensi mia e di chi legge.

Inoltre, questo spazio colore è racchiuso in un triangolo ideale in cui sono rappresentate le coordinate del visibile e non visibile.


cie1931_rgxy


Il visibile è appunto lo spazio di cromaticità CIE 1931.
Il non visibile è ciò che sta fuori ed è sotteso dal triangolo CgCrCb.
Come è evidente, questo modello ha una raffigurazione bidimensionale e ciò è stato possibile grazie al fatto che la terza coordinata, la luminanza del colore, è stata derivata dalle altre due coordinate x e y .

Lo spazio colore rappresentato con il metodo Lab è invece un modello di tipo tridimensionale, di cui non mi dilungo oltre, ma basti sapere che questo è il modello che Photoshop usa per la conversione dei profili colore.

Poiché il modello di cromaticità CIE 1931 è piuttosto complesso da utilizzare, sono stati elaborati, per un uso pratico, modelli definiti RGB dello spazio colore e denominati:

- Prophoto RGB
- Adobe RGB
- sRGB
- Apple RGB
- ISO RGB

spazio_colore_gamut


A seguito di questa classificazione si parla spesso di Gamut di uno spazio colore, che altro non è che la gamma di colori rappresentabile da quel determinato modello il quale è un sottoinsieme dei colori visibili. Si parla anche di Gamut dei dispositivi o periferiche ed indica l'insieme colore rappresentabile all'interno dello specifico spazio di cromaticità a cui ci si riferisce.

Dalla rappresentazione grafica si può dire che:

il Gamut del Prophoto RGB è un sottoinsieme dello spetto visibile, che l'Adobe RGB lo è del Prophoto e che l'sRGB lo è dell'Adobe RGB, ossia in termini matematici che :

Lo Spettro Visibile >Prophoto RGB >Adobe RGB >sRGB


Altre considerazioni:

Come si può notare il Gamut del Prophoto RGB esce fuori dai bordi dello spettro visibile. Questo vuol dire solo che parte dei colori dello spazio prophoto non è visibile.

L'sRGB è lo spazio colore più piccolo degli standard fotografici ma è anche quello più diffuso. Nonostante sia contro logica pensare di usare l'sRGB rispetto agli altri modelli, la sua enorme diffusione è determinata dal fatto che la stramaggioranza dei monitor non riesce a rappresentare un Gamut tanto maggiore ( a parte alcuni display professionali che raggiungono il 98-99% del Gamut Adobe RGB) e che in funzione di questo sul web l'sRGB è diventato lo standard di riferimento. Quindi volenti o nolenti ciò che pubblichiamo sarà "ridotto" allo spazio colore sRGB.

Per la carta stampata a livello professionale sono stati fatti molti passi in avanti con inchiostri che riescono a coprire Gamut sempre più estesi, tant'è che per i professionisti della stampa è ricorrente usare l'Adobe RGB come lo standard di riferimento in virtù della maggior copertura dei colori ed in particolare delle tonalità del blu e del verde.


Il punto di bianco

Su quanto detto fin'ora sul colore c'è un punto molto importante ancora da discutere e che influenza la percettività del colore ed è quello che è definito il punto di bianco.

Si riscontra facilmente che a seconda di quale temperatura di luce ambiente siamo sottoposti si percepirà che stessi colori di una stessa immagine potrebbero sembrare più caldi o più freddi. Quindi parlare di punto di bianco è, in altri termini, discutere della tonalità del bianco in temperatura colore.

Sembra stranissimo dirlo perché è come dire di voler stabilire il colore del bianco, ma poiché i monitor emettono luce, così come la carta stampata la riflette, i colori saranno percepiti differentemente in funzione della temperatura colore di emissione (o di riflessione) della luce e di conseguenza anche il bianco.

Una temperatura colore bassa ( <5000>7000 °K) che darà una percezione di tonalità più fredda.

Una tonalità del bianco definita più "neutra" per i monitor sembra essere data dalla temperatura colore di 6500 °K e che in genere ci si riferirà nella ricerca del punto di bianco con la calibrazione (tonalità chiamata anche con il termine D65).

Per le carte stampate il punto di bianco di riferimento è definito D50 poiché queste vengono visionate sotto una luce di temperatura a 5000°K per essere certificate.

Sembrerebbe naturale pensare che anche il monitor dovrà essere tarato alla stessa temperatura del bianco di riferimento della carta stampata ma non è così ( almeno di fatto), poiché è da prendere in considerazione che per i monitor parliamo di luce emessa, mentre per la carta di luce riflessa.

Si è constatato che la migliore corrispondenza tra visione a monitor e carta stampata sia quando il monitor è stato tarato per un punto di bianco D65 e quello della carta stampata a D50 (almeno in generale).

Queste tonalità di punto di bianco sono ovviamente codificate nel nostro spazio colore le quali sono rappresentate da una "sfumatura" sullo spetto visibile.

In particolare per il bianco le coordinate, nello spazio colore CIE 1931, sono:

per 6500K = D65 --> x = 0.313 y = 0.329

per 5000K = D50 --> x = 0.346 y = 0.358


Tali punti sono così individuati nello spazio colore


bianco_d65_e_d50


Altro concetto chiave che ricorrerà nella calibrazione del monitor è la luminosità o luminanza, misurata in candele a metro quadro [cd/mq].

La luminosità di un monitor è la quantità di luce bianca che un monitor è in grado di emettere. Essa andrà ad agire sulla luminanza del bianco e quindi sulla sua percezione visiva.




LA CALIBRAZIONE DEL MONITOR

Si è detto già cosa vuol dire calibrare un monitor e qual è l'azione conclusiva della calibrazione, ovvero creare un profilo ICC che dia istruzioni alla scheda video per individuare i segnali di cui ha bisogno il nostro monitor affinché rappresenti "fedelmente" i colori su schermo.

La domanda è: come fare?

1. Farlo con metodi visivi, ossia affidarci all' occhio umano dopo aver seguito passo passo le istruzioni dei metodi interni al sistema operativo o della scheda video (NON RACCOMANDABILE).

2. Utilizzare una sonda colorimetrica (o colorimetro) ed il suo relativo software di calibrazione e profilatura. (CONSIGLIATO).

Io parlerò esclusivamente del secondo metodo, ma prima di tutto vediamo quali sono i prodotti di calibratura e come orientarsi sul mercato.

Di marche ne esistono differenti, e le più famose sono:

Xrite (tra cui i modelli colormunki e i1), Datacolor (modelli serie spyder), Lacie (come il Blue eye) ecc..

Tutte le marche hanno una serie di prodotti differenti a seconda della fascia a cui sono destinati e/o ai prodotti ad esso destinati.

In genere i prodotti di fascia bassa hanno una sonda di per sé già buona per tutti gli usi amatoriali ed anche evoluti, ma utilizzano versioni software con meno funzioni ed in genere con azioni facilitate ed automatizzate.

Questo di per sè, ed all'inizio, è certamente un vantaggio ma se cercate delle risposte più concrete o volete ottimizzare il processo, o ancora usare delle funzioni avanzate per monitor professionali, allora questi vantaggi si tradurranno in svantaggi operativi che non vi consentiranno l'immissione di alcuni parametri personalizzati.

Per mia esperienza un prodotto di fascia medio/alta , del costo di circa 200 Euro soddisfa tutti gli utenti e/o fotografi amatoriali evoluti (ed anche i professionisti). Qualunque sia il colorimetro scelto ritengo comunque che la cosa più importante sia sapere se il software di calibrazione è dotato o meno di una verifica di qualità sul risultato o di controllo del DeltaE di risposta.


Lo ritengo importantissimo perché dobbiamo renderci conto della "bontà" della calibrazione ottenuta anche numericamente.

Il valore del deltaE, in pratica, misura la differenza fra i parametri richiesti in calibrazione e quelli calcolati dalla sonda ; più il deltaE si avvicina allo zero migliore sarà stata la resa della procedura di calibrazione e viceversa.


ATTENZIONE!!! NON MI CARICA TUTTO L'ARTICOLO!!! ME NE SPARISCE LA META'
Andate su questo link per leggerlo tutto, fino a quando non risolviamo con Luca.

http://www.fotosciretti.it/articoli...-problematiche/

IMPORTANTE. Per sapere se la LUT della vostra scheda video è stata modificata (ovvero caricata dall'XRGamma) potete usare questo programmino semplicissimo "Calibration Set" che trovate qui:

http://www.xrite.com/product_overvi...&SoftwareID=546

se le curve sono state modificate la schermata vi apparirà così


calibration_tester


Se la LUT non è stata caricata all'avvio le curve sono identificate in una singola retta ed i valori base RGB in 0 saranno tutti e tre zero e vi verrà segnalato che "The gamma curves for display 0 have not been modified".

E' importante leggere questa scritta perché potrebbe essere che se la scheda video (come spesso avviene nei portatili) ha una sola LUT programmabile per tutte e tre i canali potreste trovarvi con una retta a 45° sul diagramma e pensare che la LUT non sia stata modificata mentre non è così perché scrive "The gamma curves for display 0 have been modified".

Nel caso peggiore di tutti, se non riusciste a far partire in automatico all'avvio di Windows l' XRGamma, o non volete mettere mano ad impostazioni di sistema delicate, lo andate a far partire manualmente con un doppio click dalla cartella:

Disco locale (C:\) > Programmi (x86)>X-Rite> i1Profiler>XRGamma.exe

E' più spartano ma sicuro.

Magari create un collegamento sul desktop o sulla barra dei collegamenti e lo avvierete più velocemente.

FINE

Buona Calibrazione a tutti.


 



Tags E Parole Chiavecalibrazione, colori, monitor, resa cromatica

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Magic Lantern Su Canon EOS 6D
Magic Lantern Su Canon EOS 6D Inviato il  Mar 11 Nov, 2014 11:41 Da Mighty Gorgon
Photography
Dopo tanto sono riuscito a trovare il tempo di provare Magic Lantern sulla Canon EOS 6D.

Le perplessità erano molte prima di installarlo, non tanto sui "possibili" danni che avrebbe potuto causare, quanto sull'effettiva utilità per chi come me non utilizzasse la reflex per fare video, visto che Magic Lantern è stato concepito inizialmente quasi solo per implementare funzioni video.

Devo dire che gli sviluppatori hanno fatto davvero un gran lavoro, e se tempo fa Magic Lantern poteva considerarsi qualcosa di utile esclusivamente per chi fa video, oggi Magic Lantern (ML da ora in avanti) ha invece molte funzioni utilissime per quei fotografi più "tecnici" che spesso devono ricorrere a mezzi "esterni" alla macchina per implementare tecniche di ripresa particolari.

Fatta questa breve premessa, farò una breve lista delle funzioni che ho trovato più utili per la fotografia (tralasciando le funzioni video che non uso):
  1. ETTR (Exposure To The Right): questa funzione per me è utilissima, e quella che probabilmente utilizzerò di più in assoluto. Non mi dilungo a spiegare cosa sia e a che cosa serva il concetto di esposizione a destra, ma ci sono centinaia di articoli che ne spiegano i benefici soprattutto nella fotografia digitale. E' chiaramente un concetto molto tecnico ed utile soltanto a chi scatta in situazioni di gamma dinamica molto estesa (tipicamente i paesaggisti)... ma una volta padroneggiato questo concetto, secondo me non riuscirete più a farne a meno. In meno di due mesi ho cambiato in maniera piuttosto invasiva il mio modo di scattare. Questa funzione si può usare in due modi diversi: il primo guardando l'indicatore sul Live View (LV da ora in avanti), il secondo invece lasciando a ML la facoltà di fissare in automatico le impostazioni.
  2. Zebra: tramite l'attivazione della Zebra in modalità LV, sarà possibile vedere già prima di scattare le zone sovra o sottoesposte (che terminano fuori la gamma dinamica catturabile)... un grande aiuto per lo scatto in situazioni estreme.
  3. Intervallometro: Nikon ce l'ha da una vita... Canon si è deciso ad introdurlo solo con la Canon EOS 7D Mark II... non c'è molto da aggiungere, si tratta di una funzione molto utile per effettuare diversi scatti in sequenza direttamente usando la fotocamera senza altri accessori esterni.
  4. Bulb Timer: anche questa funzione probabilmente non sarà utile a molti... ma per un fan delle esposizioni lunghe come me è indispensabile. Praticamente grazie a questa funzione posso impostare comodamente il tempo di esposizione che la macchina utilizzerà. Senza questa funzione, per scattare oltre 32 secondi serve necessariamente un telecomando temporizzato, o misurare il tempo in maniera indipendente ricorrendo al doppio scatto.
  5. Focus Stacking: anche in questo caso andiamo molto sul tecnico. Non mi dilungo a spiegare cosa sia questa tecnica, perché nel web si trovano centinaia di articoli in merito e non basterebbero poche righe. Per chi fa fotografia macro e dispone di una lente macro (con micro regolazioni "dense" di messa a fuoco), sarà quindi possibile lasciare a ML la gestione completa del Focus Stacking, senza la necessità di utilizzare slitte micrometriche. Chiaramente per macro estreme serviranno comunque altri strumenti, ma per macro (per così dire) "normali", le funzioni di ML sono più che sufficienti...
  6. Dual ISO: la spiegazione tecnica di cosa sia uno scatto (o all'estremo un video) in Dual ISO è piuttosto complessa. In maniera molto semplificata si può definire come uno scatto che contenga metà informazioni ad una sensibilità ISO e l'altra metà ad una diversa sensibilità ISO. Solitamente si usa ISO 100 + ISO 800/1600. A cosa serve? Viene usato per migliorare la resa di scatti in alta gamma dinamica... consente un recupero "sano" di ombre fino a 4 stop nell'estremo di sx dell'istogramma... e può fare miracoli da un punto di vista di qualità dello scatto. La gestione in post è molto complessa, ma se usato a dovere, consente di colmare alcune lacune del classico HDR in bracketing, in quanto il DUAL ISO sarebbe l'unico modo davvero efficiente per effettuare un HDR di scene con soggetti non statici.
  7. GPS Battery Save: solo per la 6D c'è questa funzione che consente di disattivare in automatico il GPS quando viene spenta la macchinetta (nella 6D se viene attivato il GPS resta attivo anche quando la macchina è spenta... questo per garantire che venga memorizzata la posizione GPS anche appena accesa), così da risparmiare batteria.
  8. Info Generiche Extra: ci sono inoltre una miriade di informazioni direttamente accessibili sul display sia con LV che non... ad esempio la carica della batteria in percentuale (e non con l'iconcina spesso incomprensibile), l'orario e la temperatura del sensore... solo per citarne alcune.


Se non si fosse capito, ne sono altamente soddisfatto, tant'è che ho installato ML su tutte le mie schede di memoria, e credo proprio che lo terrò installato da ora in avanti anche sui miei corpi macchina futuri.

Finita la parte positiva e di entusiasmo, voglio però passare alle note dolenti.

Magic Lantern non è di semplice e immediata installazione. Il processo non è complesso, ma dovete capire bene come funziona e cosa accada realmente al funzionamento della vostra macchina. La documentazione valida e aggiornata è spesso solo in inglese (ci sono traduzioni in italiano, ma in alcuni casi non sono aggiornate). Serve tempo per documentarsi e leggere tutto.

Certamente siete liberi di installare senza leggere nulla e andare a tentativi... ma non ve lo consiglio, anche perché alcune funzioni vanno capite a fondo prima di essere usate. Installare ML solo per il gusto di farlo non ha senso, anche perché se la macchina dovesse avere problemi ed in assistenza riscontrano la presenza di ML, molto probabilmente non ci sarà copertura della garanzia.

Siate coscienti di quello che fate... e prima di installarlo chiedetevi se queste funzioni extra vi servono davvero. Se non fate una fotografia molto tecnica, non ne avete bisogno.

Nell'articolo ho dato per scontato che sappiate già cosa sia Magic Lantern... per chi non lo sapesse, consiglio di andarsi a guardare il sito:

Magic Lantern

Magic Lantern Features

Magic Lantern FAQ

Magic Lantern Install Guide

Magic Lantern User Guide

Magic Lantern Forum


 




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Tutorial - Light, Dark, Flat, Bias - Cosa Sono E Come Crearli
Tutorial - Light, Dark, Flat, Bias - Cosa Sono E Come Crearli Inviato il  Lun 08 Sep, 2014 16:46 Da Mighty Gorgon
Photography
Per effettuare foto astronomiche, è spesso necessario ricorrere a delle tecniche fotografiche che consentano di sviluppare nel miglior modo possibile il risultato.

In particolare si ricorre molto spesso allo stacking (impilamento, sovrapposizione) fotografico.

In alcuni casi senza lo stacking non è neanche possibile visualizzare al meglio il corpo celeste fotografato, in altri casi lo stacking è opportuno per migliorare il risultato.

Questo articolo ha il solo scopo di elencare sinteticamente la tipologia degli scatti da effettuare per lo stacking astrofotografico.

Si rimanda a questo articolo per ottenere informazioni più approfondite:
Tutorial - Acquisizione Fotogrammi Per Stacking Astrofotografico


Light
Gli scatti "Light" non sono altro che gli scatti acquisiti normalmente con le usuali regole di esposizione e messa a fuoco. Saranno quindi gli scatti di base per catturare galassie, stelle, costellazioni, corpi celesti.

E' consigliato solitamente avere a disposizione tanti più "Light" quanto più è debole la luce emessa dal soggetto della foto. Se si dispone di un astroinseguitore si possono effettuare scatti più lunghi, altrimenti si possono effettuare scatti più brevi ma con maggiore frequenza. Tipicamente sono consigliati tra i 10 ed i 20 scatti Light (almeno).


Dark
I "Dark" vengono utilizzati per rimuovere il rumore digitale (più o meno costante) derivante dal surriscaldamento del sensore. Dipendono quindi dalle condizioni specifiche del momento di scatto, per questo vanno effettuati durante la fase di scatto (va bene anche all'inizio e/o alla fine) con le stesse identiche impostazioni dello scatto Light, ma con l'obiettivo chiuso con il tappo o coperto totalmente da qualcosa di totalmente nero. In questo modo verrà catturato soltanto il segnale di disturbo.

Ad esempio se gli scatti Light vengono effettuati a 17mm 30s f/2.8 ISO 3200, lo scatto Dark deve essere effettuato con le stesse identiche impostazioni ma tappando l'obiettivo (senza spostare la macchina e la messa a fuoco), possibilmente senza far passare troppo tempo dall'ultimo scatto Light.

E' consigliato avere a disposizione tra i 10 ed i 20 scatti Dark.


Bias o Offset
I "Bias" hanno lo scopo di catturare il disturbo legato alla lettura della luce da parte del sensore. Ogni sensore soffre di un diverso disturbo di lettura, dovuto al semplice fatto che i componenti elettrocini devono leggere il contenuto del chip. Generare i "Bias" è molto semplice, basta effettuare uno scatto alla massima velocità possibile dell'otturatore tenendo l'obiettivo coperto (come per i Dark).

Nell'esempio precedente di scatti Light effettuati a 17mm 30s f/2.8 ISO 3200, basterà quindi spostare il tempo di esposizione a 1/4000s o 1/8000s, lasciando tutto il resto invariato (non bisogna variare ISO e diaframma).

E' consigliato avere a disposizione tra i 10 ed i 20 scatti Bias.


Flat
Gli scatti "Flat" sono necessari per correggere la vignettatura o l'illuminazione non omogenea causata da difetti/caratteristiche delle ottiche.

Per creare i "Flat" è necessario seguire la stessa logica dei Dark (a parte la modalità di scatto, come vedremo in seguito), ovvero non muovere assolutamente la fotocamera da dove sono stati scattati i Light (senza cambiare alcun parametro e senza muovere neanche la messa a fuoco).

Ci sono diversi metodi per creare i "Flat", uno di questi consiste nel coprire la lente con un panno bianco (facendo attenzione a non spostare la messa a fuoco) e puntare contro l'obiettivo una potente luce bianca (cercando quindi di catturare una schermata bianca) lasciando alla macchina fotografica decidere il tempo di esposizione in priorità di diaframmi.

Probabilmente questo tipo di scatti sono i più complicati da eseguire, e a seconda di cosa state scattando potrebbero non essere così indispensabili, soprattutto se non si è in grado di effettuarli a dovere.

E' consigliato avere a disposizione tra i 10 ed i 20 scatti Flat.

__________

Per il montaggio di questi scatti sarà necessario utilizzare dei software appositi come DeepSkyStacker... ecco un articolo che ne parla: Tutorial - Stacking Astrofotografico Con DeepSkyStacker

Sottrazione Dark Frame In Photoshop


 




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Photoshop: Come Migrare Preset E Plugins In Altre Versioni
Photoshop: Come Migrare Preset E Plugins In Altre Versioni Inviato il  Lun 08 Sep, 2014 00:27 Da Mighty Gorgon
Photography
Sicuramente vi sarà capitato nel tempo di aggiornare Photoshop (o Lightroom) e di chiedervi che fine avessero fatto tutte le vostre personalizzazioni e plugins.

Ci sono tanti modi per non perdere le proprie personalizzazioni (tra l'altro se non sbaglio le versioni recenti di PS lo chiedono al primo avvio), ma io preferisco fare manualmente per essere sicuro di copiare tutto.

In particolare ci sono 3 percorsi (parlo di Windows) in cui PS memorizza i files utili:

  1. C:\Program Files\Adobe\Adobe Photoshop CC 2014\Presets: in questa cartella (chiaramente sostituite il nome del vostro PS a seconda della versione) ci sono memorizzate tutte le personalizzazioni di base che valgono per tutti gli utenti. Vi consiglio di non toccare questa cartella se usate il PC solo voi.
  2. C:\Program Files\Adobe\Adobe Photoshop CC 2014\Plug-ins: in questa cartella troverete tutti i plugins installati... se volete copiare i plugins in un'altra versione di PS, basta copiare i files da qui nella relativa cartella Plug-ins dell'altra versione.
  3. C:\Users\XXX\AppData\Roaming\Adobe\Adobe Photoshop CC 2014\Presets: questa è la cartella del vostro profilo (sostituite XXX con il vostro nome) in cui vengono memorizzate tutte le personalizzazioni che fate a Photoshop.


In poche parole, se volete migrare da una versione all'altra oppure installare due o più diverse versioni di PS, basta che copiate queste cartelle nelle altre nuove installazioni e dovreste avere poi tutto il necessario.


P.S.: se non avete Windows a 64bit, la cartella relativa della cartella programmi sarà C:\Program Files (x86) invece di C:\Program Files.


 



Tags E Parole Chiavephotoshop, software

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Accorgimenti Per Far Valere La Garanzia
Accorgimenti Per Far Valere La Garanzia Inviato il  Lun 01 Sep, 2014 07:38 Da AndreaMarchese
Photography
Buongiorno amici, dato che si stava andando OT qui ho pensato di aprire questo post elencando alcuni accorgimenti per far valere la garanzia dei nostri prodotti fotografici. Vediamo i vari casi che ci si possono porre:

1. Acquisto presso negozio fisico

In questo caso è buona norma (se non lo fa il negoziante) pretendere l'apertura della confezione e il timbro del certificato di garanzia. Ovviamente lo scontrino, e nel caso di acquisti multipli fare fare la voce del singolo oggetto. Poichè, come mi è recentemente capitato, lo scontrino deve avere un importo consono al prodotto. Es. se un flash costa 200 euro e ne comprate 3 in una volta sola, lo scontrino da 600 euro (il più delle volte riportante la scritta "Reparto 1") potrebbe darvi noia. Meglio avere 3 scontrini del loro importo, anche perchè in caso di vendita di un singolo pezzo potete dare lo scontrino se la vendita avviene entro i due anni dall'acquisto.

2. Acquisto online

Ovviamente in questo caso non è possibile essere presenti però possiamo via mail o tramite telefono (mail sempre preferita poichè resta traccia) richiedere la timbratura del certificato.

Comunque sia in entrambi i casi è bene, una volta arrivati a casa, stoccare la confezione originale in un luogo sicuro dove qualcuno non la butti via o la utilizzi per i suoi scopi. Ci può sempre servire per le spedizioni per le riparazioni in garanzia. All'interno della scatola non dimenticate di custodire lo scontrino o la fattura, il certificato di garanzia. Dello scontrino/fattura ricordatevi sempre di eseguirne una copia poichè spesso sono stampati su carta termica che sbiadisce col tempo (specie in ambienti caldi sottoscala, solai, cantine dove magari stivate la scatola). I più precisi sicuramente fanno una scansione dello scontrino e hanno un archivio pdf dei loro scontrini in garanzia, se avete lo scanner è sicuramente un'ottima cosa.

3. Acquisto di materiale usato

Se vi è stato promesso "in garanzia" dovete pretendere scontrino e certificato, insistete anche per la scatola...male che vada potete tirare un pelo lo sconto!

La mia esperienza (mi tocco un attimo le...) riguardo agli acquisti "scatola bianca" è per ora limitata al solo acquisto...ma se ben ricordo in scontrino è indicato "obiettivo 24-105 in scatola bianca" ossia proveniente da un kit. So che Canon non ha grandi pretese, giusto lo scontrino e sei a posto, ma Nikon mi hanno detto essere più esigente anche per via della garanzia estesa a 5 anni. Se ne avete esperienza scrivete qui.

Chiudendo per Nissin occorre: Scatola, garanzia anche non timbrata e scontrino con importo "consono" alla spesa.


 




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Come Approcciarsi Al Light Painting Nella Fotografia Notturna
Come Approcciarsi Al Light Painting Nella Fotografia Notturna Inviato il  Ven 22 Aug, 2014 15:22 Da Giovanna Griffo
Photography
Ciao a tutti gli amici di Mighty Gorgon
E' un piacere scoprire un posto dove ci sono persone che amano discutere di fotografia confrontandosi in modo costruttivo e approfondendo gli argomenti
Approfitto quindi per dare un piccolo contributo a questa pulsante community pubblicando una mia intervista che ho rilasciato per la rivista Progresso Fotografico Serie Oro n°24, un numero tutto dedicato alla fotografia notturna dove anche io ho avuto il piacere di dire la mia sull'argomento.
L'articolo è stato pubblicato anche qui: OGGI PARLIAMO DI... ORA BLU E NOTTURNO (Decima puntata)

Buona lettura! 0027

FOTOGRAFIA NOTTURNA E LIGHT PAINTING

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Prima di tutto, Giovanna, di che genere fotografico ti occupi principalmente? Passione o mestiere?

Fotograficamente parlando i miei "amori" principali sono la fotografia di Architettura, Paesaggio, Still Life e Ritratto, anche se non ritengo di avere una specializzazione di genere in quanto mi occupo principalmente di didattica, nello specifico Tecniche di sviluppo in Camera Chiara e tutto ciò che ruota attorno alla Postproduzione e al Digital Imaging.
Se è una passione o un mesterie? Passione e mestiere!! Non potrei neppure immaginare di fare questo lavoro se non fosse anche la mia più grande passione. E aggiungerei non solo passione, ma dedizione, cuore e anima. E' la mia vita.


Parliamo di fotografia notturna. Anche senza entrare nello specifico del genere fotografico di cui ti occupi, quali sono a tuo parere le difficoltà più sentite da chi si avvicina per la prima volta alla fotografia in condizioni di luce carente, o alla fotografia notturna?

Ci sono tante insidie nella fotografia notturna, soprattutto per chi magari è abituato a sfruttare gli automatismi di cui sono pieni oggi le moderne macchine fotografiche. Un approccio completamente manuale è assolutamente indispensabile per avere il pieno controllo di tutte le variabili in gioco.
Vediamo insieme quali sono le difficoltà più sentite del fotografo "notturno"


1. Il rumore digitale
E' la bestia nera di tutti i fotografi digitali! Fotografia notturna significa spesso lavorare ad alti ISO o per tempi prolungati, e questo porterà inevitabilmente a dover gestire il rumore digitale che verrà prodotto. C'è una buona notizia: è una "bestia" che si può addomesticare.
La "frusta" più efficace per addomesticare il rumore è senza dubbio un'attrezzatura adeguata, utilizzare sensori full frame di ultima generazione consentirà di avere un'ottima resa anche ad alti iso.
E se non si possiede una macchina full frame?
E' sempre buona regola sfruttare al meglio la risposta dinamica dei sensori cercando sempre di scattare in Raw ed "esponendo a destra" ovvero sovraesponendo quel tanto che basta per avere la maggior parte dell'istogramma spostato verso le alte luci (parte destra dell'istogramma). Questo perché i sensori digitali hanno la peculiarità di registrare un maggior numero di informazioni nelle alte luci piuttosto che nelle ombre, sfruttare questa caratteristica ci permetterà di non dover aprire le ombre in postproduzione, ma, al contrario, abbassando l'esposizione in postproduzione, potremmo avere una quantità di rumore addirittura inferiore a quello che si avrebbe da una corretta esposizione in macchina.
Fra le impostazioni da fare "on camera" può essere utile, laddove la tecnica di ripresa lo consenta, attivare la Riduzione del Rumore per le lunghe esposizioni (valida sia per Raw che per jpg) che permetterà di avere immagini nitide e pulite grazie all'algoritmo di sottrazione del Dark Frame.
E' possibile inoltre fare molto anche in fase di postproduzione, un corretto sviluppo del file Raw, ed alcune tecniche specifiche di postproduzione, possono davvero risolvere in modo soddisfacente un rumore digitale eccessivo con poca o nessuna perdita di nitidezza del file.


2. Riuscire ad ampliare la gamma dinamica dello scatto per evitare che i neri ed i bianchi siano bruciati
Il fotografo notturno deve assolutamente dimenticarsi dell'esistenza del formato jpg e scattare esclusivamente in Raw! Scattando in Raw si potrà sfruttare al massimo tutta la potenza del sensore e tutte le informazioni che esso è in grado di registrare. Inoltre, in postproduzione, avremo la possibilità di avere ben 2 stop di gamma dinamica in più rispetto al jpg! E questo è un gran vantaggio per riuscire a gestire al meglio situazioni critiche di illuminazione come quelle notturne.


3. La messa a fuoco
La messa a fuoco nella fotografia notturna può essere molto difficoltosa in quanto non si potrà più utilizzare l'autofocus per via della scarsa luminosità. E' quindi assolutamente necessario utilizzare il fuoco manuale oppure utilizzare sorgenti di illuminazione addizionali per poter utilizzare l'autofocus e successivamente bloccare la messa a fuoco.


4. Bilanciamento del bianco
Nella fotografia notturna bisogna spesso fare i conti con una moltitudine di sorgenti luminose diverse che hanno temperature colore differenti! L'illuminazione artificiale, spesso mista con quella ambientale crea situazioni molto suggestive ma anche difficili da gestire per quanto riguarda il bilanciamento del bianco che non potrà mai essere automatico. Il consiglio è quello di scattare sempre in Raw in modo tale da fare il bilanciamento del bianco (magari anche selettivamente) in fase di sviluppo del Raw.


5. Flare (riflessi indesiderati)
Il suggerimento è quello di privilegiare l'uso di lenti di qualità con adeguato trattamento antiriflesso, di tenere sempre le lenti pulite, e di usare sempre il paraluce. Sono piccoli accorgimenti che possono essere utili per non avere una bella composizione rovinata da antiestetici riflessi e cadute di contrasto.


6. Calcolare l'esposizione senza l'ausilio dell'esposimetro
Spesso nella fotografia notturna si utilizzano tempi che vanno anche oltre i 30 sec (tempo massimo con il quale è possibile utilizzare la lettura esposimetrica), in questo caso si dovrà far ricorso a tecniche empiriche oppure a tabelle di riferimento, o semplicemente attingere alla propria esperienza personale ed intuito.


L'attrezzatura basta a risolverle o è necessaria l'esperienza del fotografo, sotto tutti i punti di vista, per 'metterci una pezza' quando la situazione si fa complicata?

Come ho avuto modo già modo di spiegare, l'attrezzatura è fondamentale per poter avere un risultato finale di qualità (soprattutto per quanto riguarda la gestione del rumore), ma non è tutto. Attrezzatura, postproduzione e anche tecnica fotografica sono solo le basi. Bisogna assolutamente padroneggiare la tecnica ed i propri mezzi per riuscire a portarsi a casa la foto che hai mente, ma potrebbero non bastare.
Sono solo l'esperienza, l'intuito e la creatività del fotografo che permettono di scegliere l'attrezzatura e le tecniche più adeguate per rispondere alla specifica esigenza, e magari risolvere una situazione critica imprevista.


Se dovessi spiegare in poche parole di che cosa tratta il light painting? E se dovessi motivare un principiante a percorrerne le strade?

Nella fotografia notturna ci si trova spesso in due condizioni di ripresa:
  1. Il soggetto è statico
  2. Il soggetto è in movimento (nuvole, stelle, acqua, ecc.)


Riesci ad immaginare il risultato finale in fotografia di queste due situazioni di ripresa, utilizzando una lunga esposizione, e l'effetto è spesso molto coinvolgente ed insolito.

Ora proviamo ad immaginare una terza possibilità: e se fosse la luce a muoversi?
Nelle situazioni più classiche la luce non si muove, non cambia direzione, cosa accadrebbe in una ripresa notturna, statica o dinamica, dove la macchina è fermamente ancorata al cavalletto, se anche la luce si muovesse?
Se riesci immaginare questa ipotesi, allora hai capito cosa è il light painting.

C'è da precisare che ci sono due tipologie di light painting:
  1. Usare una sorgente luminosa visibile che lascia delle scie luminose le quali vengono registrate dalla fotocamera
  2. Usare una sorgente luminosa che non è visibile dalla fotocamera ma che viene utilizzata per illuminare la scena in modo selettivo, utilizzandola proprio come un pennello di luce!

Ovviamente c'è anche una terza possibilità che prevede una tecnica mista delle due precedenti, dando spazio alle combinazioni creative più originali.
Perché provare a dipingere con la luce una scena notturna? Perché questa tecnica di ripresa e di illuminazione offre un livello di creatività mai sperimentato prima nella fotografia notturna! Il fotografo che scatta fuori da uno studio fotografico non può "gestire" la luce a suo piacimento, può scegliere un orario particolare della giornata, oppure un certo angolo di ripresa, ma non può fisicamente deviare o modulare la luce, deve adattarsi a quella presente. Con la tecnica del light painting il fotografo può invece avere un livello di controllo e di espressione creativa pari quasi a quella in studio, e modulare l'intensità, la direzionalità, la qualità e anche il colore della luce in modi originali ed inattesi, creando scene e paesaggi che stupiscono l'osservatore proprio per l'eccezionalità della luce.


Il light painting è un genere fotografico che, a prima vista, richiede una forte interazione tra ripresa, illuminazione ed editing digitale: come si inizia ad appassionarsi a questo genere? Si può iniziare con qualunque tipo di fotocamera? E, per continuare, che tipo di strumenti occorre mettere in conto?

La fotografia è luce. E se ami la luce, non puoi non amare il light painting, perchè ne è l'espressione più creativa. Se ti vuoi spingere oltre i limiti del visibile, e anche oltre i limiti della tua attrezzatura, abbandonare qualsiasi forma di automatismo e ritornare ad avere il pieno controllo manuale di ogni gesto e decisione che dovrai prendere prima e durante il click, allora il light painting è ciò che potrà darti nuovi stimoli e nuove entusiasmanti sfide da affrontare.
Per cominciare a sperimentare questa tecnica è necessario avere un modello di fotocamera che permetta di regolare in modo manuale l'esposizione e che quindi possa magari scattare in posa "B" per avere tempi di posa più lunghi. E' inoltre necessario dotarsi di uno scatto remoto affinchè si possa utilizzare la posa "B" , altrimenti si sarà limitati dai 30 sec impostabili sulla macchina (in questo caso è possibile utilizzare l'autoscatto per evitare le vibrazioni introdotte dalla pressione sul pulsante di scatto).
Altro elemento indispensabile è l'utilizzo di un buon cavalletto, stabile e robusto. Spesso quando si scatta all'aperto bisogna fare i conti con superfici di appoggio poco stabili oppure con il vento, quindi un cavalletto di qualità farà la differenza.
Per quanto riguarda gli obiettivi, non è necessario che siano luminosi, spesso si utilizzano diaframmi abbastanza chiusi per avere una buona profondità di campo ed avere un tempo di esposizione più lungo, consiglio di scegliere quello più adatto come focale per la scena che si intende riprendere. Personalmente amo usare ottiche grandangolari come il 14-24 nikkor.
Ed infine, la luce da utilizzare è la scelta più divertente e creativa! Si può utilizzare qualsiasi sorgente luminosa, dai flash a slitta, alle torce ad alta potenza, fino alle Mag Light o le torce led più piccole! L'importante è comprendere che l'obiettivo non è quello di inondare di luce la scena come fosse mezzogiorno, piuttosto utilizzare una sorgente di luce, anche poco potente, ma che permetta di selezionare in modo preciso solo le porzioni che intendiamo illuminare. Valutare se prendere una torcia potente o meno dipende solo dalla distanza dell'oggetto che dobbiamo illuminare, più sarà lontano, più la sorgente luminosa dovrà essere potente per raggiungerlo.


Quali sono le principali difficoltà di questo genere fotografico? Quali vengono dall'ambiente in cui si opera e quali dai limiti delle attrezzature che si utilizzano?

Lavorare al buio, o quasi, è sempre un fattore di difficoltà! Sia per la tecnica di ripresa (calcolare l'esposizione corretta, messa a fuoco ardua), che per la difficoltà di muoversi ed attrezzarsi in scarse condizioni di illuminazione. Può sembrare banale, ma portare una fonte di illuminazione anche solo per montare l'attrezzatura e farlo con comodità permette di affrontare l'uscita fotografica con maggiore sicurezza e tranquillità.
Da non sottovalutare inoltre il fatto di trovarsi in luoghi isolati e bui che potrebbero mettere a rischio la vostra incolumità! Una persona sola in mezzo ad un campo, di notte, che armeggia con attrezzatura fotografica, può essere vista con sospetto, oppure diventare una facile preda di malintenzionati! Cercare quindi di uscire magari in due persone e comunicare sempre ad altri dove si sta andando per essere rintracciabili in caso di imprevisti o incidenti è una buona abitudine. Nella mia esperienza non mi sono mai capitate cose spiacevoli (tranne essere assalita dalle zanzare anche attraverso i vestiti abbondantemente ricoperti di repellente!), ma è sempre meglio non sottovalutare questo aspetto.
Riguardo i limiti dell'attrezzatura, sicuramente quelli più importanti sono dati dal dover gestire il rumore per le pose più lunghe, ed in questo caso, come ho avuto già modo di sottolineare, ricorrere a sensori full frame è il modo migliore per avere il miglior risultato possibile, mentre altro elemento da non sottovalutare sono la durata delle batterie.
Si scaricheranno molto in fretta utilizzando lunghe esposizioni, e ancora di più se operiamo al freddo, magari durante una fredda sera invernale! Portatene sempre di scorta e ben cariche.


Una giornata "tipo" nella vita di un "fotopittore"?

Non credo che il "fotopittore" sia molto differente da un "fotografo classico", anche lui quando non scatta deve dedicarsi a tutta una serie di attività che non sono sempre strettamente fotografiche (marketing, promozione, social media, training, editing, gestione clienti, contabilità, ecc) credo però che la parte più divertente e peculiare del "fotopittore" sia quella della ricerca e della scoperta di nuove location da fotografare, da visitare ovviamente e rigorosamente di giorno, immaginando come potrebbero essere di notte, e poi la parte più prettamente creativa ed ingegnosa, come la ricerca di nuove sorgenti di illuminazione, e di nuovi modi di utilizzarle! Spesso mi è capito di utilizzare anche la luce di uno smartphone o di un tablet per avere l'effetto che cercavo!


CI SPIEGHI TECNICAMENTE COME SI ESEGUE UNA FOTOGRAFIA IN LIGHT PAINTING?

Bene, ora viene la parte divertente: dipingiamo con la luce!
Prima cosa da fare: trovare una location adatta e scegliere un punto di ripresa che permetta di avere una composizione interessante, che contenga magari degli elementi in primo piano da poter illuminare ed un contesto più ampio sullo sfondo (può essere il cielo oppure il mare, oppure anche un contesto urbano). E' molto importante riuscire a previsualizzare l'effetto finale prima ancora di cominciare. Dipingere con la luce significa dare enfasi a piccoli dettagli, non illuminare a giorno la scena, e questo comporta delle scelte stilistiche curate e mai casuali. Spesso, dei dettagli che di giorno potrebbero essere insignificanti, potrebbero acquistare un'atmosfera ed un'emotività particolari se ripresi di notte.
Un suggerimento importante è quello di essere sul luogo prima che tramonti il sole, in modo da avere tutto il tempo di preparare l'attrezzatura, comporre con cura senza dover quindi avere quelle difficoltà (messa a fuoco e composizione difficile) quando diventa troppo buio. In questo modo è possibile cominciare a fare degli scatti di prova per valutare l'efficacia della composizione o del punto di messa a fuoco, per arrivare pronti nel momento di luce desiderata.


Qual'è il momento ideale per cominciare a scattare?

Il momento ideale per cominciare a scattare è subito dopo il tramonto (oppure prima dell'alba), durante quel lasso di tempo chiamato "ora blu", in cui c'è ancora un minimo di luce ambiente per delineare i contorni del paesaggio, ma già sono visibili le luci artificiali (se ve ne sono) e la luce è sufficientemente bassa per permettersi tempi di esposizione lunghi. Eventualmente si può usare anche un polarizzatore per diminuire la luce in entrata e quindi permettersi tempi più lunghi se la luce non fosse ancora sufficientemente bassa.
Il momento perfetto è quando la luce ambiente ha la stessa luminosità del cielo. Se la luce intorno al paesaggio è più luminosa rispetto al cielo, è il caso di attendere ancora un po', oppure magari cercare una inquadratura verso est (il cielo e più scuro), vi permetterà di cominciare a scattare prima.


Come fare a sapere che tempo di esposizione utilizzare?

Impostate la fotocamera in modalità Bulb, scegliete un diaframma medio-stretto (F/11 o F/16) e scattate con 30 sec di esposizione. Non fate l'errore di guardare l'immagine che vi comparirà nel display, è assolutamente inaffidabile (è solo un'anteprima jpeg!), ma piuttosto date un'occhiata al vostro istogramma: se l'istogramma è molto spostato sulla destra significa che è ancora troppo presto, vi converrà attendere ancora un po'.
Quando l'istrogramma apparirà centrale e poco spostato sulla destra, allora sarà il momento ideale per cominciare a dipingere con la luce! Man mano che luce si farà sempre più debole, sicuramente 30 sec di esposizione non saranno più sufficienti e dovrete cominciare ad usare tempi più lunghi. Controllate sempre l'istogramma, e se comincia a spostarsi verso sinistra è il caso di cominciare ad allungare l'esposizione di 1 stop e così via (60 sec, 120 sec, ecc.) mantenendo sempre la stessa coppia ISO/diaframma (tenete ovviamente gli iso nominali della macchina).
Se doveste raggiunger tempi di esposizione superiori ai 4 m allora è il caso di aprire il diaframma di uno stop in modo da non eccedere con il tempo di posa (ovviamente se la profondità di campo non è un fattore critico).


Fino a quando è possibile scattare?

Il mio suggerimento è di non scattare quando diventa notte inoltrata perché non ci sarà più abbastanza luce per separare il soggetto dallo sfondo, ecco perché è meglio sperimentare questo tipo di fotografia poco prima dell'alba o subito dopo il tramonto.
Per quanto riguarda i movimenti della torcia (o della sorgente luminosa in generale che si è scelto di utilizzare), potete anche passare davanti alla fotocamera, avendo magari l'accortezza di non sostare davanti, ma facendo passaggi rapidi che così non verranno registrati. Divertitevi quindi a girare intorno al vostro soggetto da illuminare e a muovere la torcia proprio come se doveste dipingerlo di luce, l'imprevedibilità del risultato e la sua unicità (ogni scatto non sarà mai uguale al successivo!) renderanno ogni fotografia singolare ed irripetibile.


Quando è che consideri "riuscito" uno scatto fotografico dei tuoi? E' solo una questione di estetica o... c'è dell'altro?

Ho sempre pensato che una buona fotografia non sia necessariamente una fotografia estetizzante. Una buona fotografia è una foto che semplicemente racconta qualcosa. Si può raccontare in modi molto diversi e con accenti differenti. Il messaggio estetico è solo uno dei tanti, ma i messaggi che si possono veicolare in fotografia sono potenzialmente infiniti! Sta al vocabolario del fotografo e alla sua sintassi il saperli coniugare nella pletora più efficace ed originale.


L'editing digitale degli scatti rientra pesantemente nelle tue immagini oppure è solo un "plus"? Quali sono i tipici interventi cui sottoponi i tuoi scatti?

Vorrei esplicitare una differenza sostanziale fra "sviluppo digitale" ed "editing digitale": lo sviluppo digitale è un passaggio obbligato, soprattutto per chi scatta in Raw. E' impensabile pensare di non sviluppare un file Raw, sarebbe come prendere un diamante estratto da una miniera e buttarlo via perché sembra un pezzo di vetro, quando invece va solo intagliato e lucidato!
Un file Raw, per sua natura, è privo di bilanciamento del bianco, contrasto,nitidezza, saturazione, luminosità e tonalità, va quindi correttamente sviluppato (così come avveniva per la pellicola in camera scura) affinché dalla sua forma grezza possa emergere nella sua forma definitiva, e soprattutto la forma che è nella mente del fotografo, che non è detto sia solo una forma corretta, ma anche creativa ed interpretata; l'editing digitale invece può essere solo un plus, ovvero il fotoritocco vero e proprio, quello che viene dopo lo sviluppo e che quindi necessità di interventi molto più sofisticati. Per quello che riguarda le mie immagini faccio sicuramente uso dello sviluppo digitale nel 90% dei casi, mentre solo nel rimanente 10% ho la necessità di interventi più mirati, ma questo dipende moltissimo dalla destinazione d'uso della fotografia e dalla sua finalità.

  1. Potresti scegliere una tua "Fotografia Preferita" e spiegarci come è stata realizzata?
  2. Quando è stata scattata? Ci sono degli aneddoti?
  3. Come è stata scattata? (situazione, soggetto, illuminazione)
  4. Quale attrezzatura è stata usata? (tipo di fotocamera, obiettivi, accessori, eventuale editing)


dsc0856

Ho scelto questa fotografia notturna scattata a Valencia, dove potete vedere una parte della famosa Città delle Arti e delle Scienze progettata da Calatrava, perchè è una fotografia che ha avuto una gestazione lunghissima prima di venire alla luce!

Non ero mai stata a Valencia prima, ma conoscevo la fama di questo meraviglioso complesso architettonico e volevo riuscire a fotografarlo da un punto di vista insolito, magari dall'alto. Così è scattata la ricerca del punto dal quale avrei potuto eseguire lo scatto e l'unico posto fattibile era all'interno di un hotel che si affacciasse proprio da quel lato. La ricerca è stata fruttuosa, c'è un solo hotel in tutta Valencia con questa vista è l'ho trovato, chiedendo espressamente una camera che avesse la vista sul lato "giusto".

Una volta arrivata in hotel però trovo un'amara sorpresa! Le finestre non si possono aprire ed i vetri sono sporchissimi di pioggia! Fortunatamente la finestra si può aprire limitatamente quanto basta per farci passare una mano e riuscire a pulire almeno una parte del vetro con un asciugamano.
Avrei voluto sfruttare le scie luminose delle macchine per dar vita alla grande strada che taglia in due la città, ma ahimè, ero nel periodo Pasquale e Valencia è desertica per tutta la settimana santa!

Come fare per poter avere qualche scia di macchine? Ho quindi cercato di fare l'esposizione più lunga che potessi permettermi, sperando che in quell'arco di tempo passasse qualche macchina ed ecco quindi le scelte che ho fatto in fase di ripresa:


Nikon D800
24-70 nikkor f2.8 @ 50mm
f/22
65 sec
100 iso
Cavalletto manfrotto 190 XPROB + testa joystick 322RC2

Giovanna Griffo

Sarò felice di rispondere a qualsiasi vostra domanda o curiosità sull'argomento, grazie per la vostra attenzione


 

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