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La Calibrazione Del Monitor
La Calibrazione Del Monitor Inviato il  Ven 05 Dec, 2014 18:16 Da Shiro
Photography
Ciao amici, dopo una bella faticaccia sono riuscito a chiudere una specie di vademecum del "buon calibratore di Display" . Ho cercato di condensare quanto ritengo possa essere già sufficente per potersela cavare da soli a calibrare il proprio monitor, dopo essersi presi un buona sonda colorimetrica e sopratutto a far in modo che tutto vada per il verso giusto ( che sarebbe il minimo dopo che uno spende qualche soldino!). Spero che il frutto della mia esperienza possa aiutarvi a saper scegliere gli acquisti appropriati alle vostre esigenze, ma sopratutto a rendere efficace la calibrazione senza fare ricerche sterminate.
Buona lettura, ma prima mettetevi comodi


LA CALIBRAZIONE DEL MONITOR, LE IMPOSTAZIONI E RELATIVE PROBLEMATICHE.
di Stefano Sciretti www.fotosciretti.it

INDICE

- Premessa
- Cosa significa calibrare un Monitor e perché
- Cenni sulla teoria del colore e definizioni
- La calibrazione del Monitor
- Quali sono i parametri essenziali che coinvolgono la calibrazione e come impostarli
> Come io ho impostato i controlli avanzati
- Le problematiche della calibrazione




PREMESSA

Quanto descritto di seguito è improntato non tanto sul voler stendere un trattato tecnico o linea guida sulla teoria del colore o sulle migliori impostazioni di calibrazione, quanto sul perchè, come e quando calibrare un monitor, e sopratutto sulla discussione di problematiche comuni una volta eseguita la calibrazione e sul come districarsi per risolverle.

E' probabile che possa commettere alcune imprecisione tecniche, forse anche per abuso di linguaggio, ma ritengo sia più importante, per chi è all'asciutto sulla questione, avere un'idea del processo che sta dietro ai meccanismi della calibrazione che non puntualizzare sulla definizione da manuale.


COSA SIGNIFICA CALIBRARE UN MONITOR E PERCHE'



La calibrazione del monitor è un operazione che consente la verifica di corrispondenza dei colori, a video o stampati, ad uno standard.

Lo standard di riferimento è oggi riconosciuto come International Color Consortium (ICC).

Attraverso la calibrazione si può far in modo che le differenti periferiche o attrezzature (macchina fotografica, stampanti, monitor, ecc..) che generano o gestiscono i colori, possano intercomunicare tra loro e, in sostanza, parlare la stessa lingua affinché ciò che vedo a video sia lo stesso che vedrò sulla carta stampata.

La funzione conclusiva della calibrazione è la creazione di un profilo, che in generale altro non è che un set (o tabella) di istruzioni per la scheda video affinché dica al monitor come debba rappresentare il colore su ogni pixel. Nei monitor professionali, questo set di istruzioni può essere programmato internamente al monitor.

Credo che a tutti sia capitata l'esperienza di aver eseguito un'elaborazione digitale onerosa in fatto di tempo e giudicata fantastica a video per poi restare completamente delusi dalla stampa: colori opachi, immagine scura oppure sbiadita, eccessiva saturazione di alcuni colori, oppure una forte desaturazione, ovvero anche una non corrispondenza della tonalità stessa dei colori.

Tutto questo perché ciò che la nostra scheda video ed il nostro monitor codificano in termini di colore non è lo stesso di ciò che codifica la macchina di stampa del nostro stampatore (o della nostra stampante).

Quindi perché passare ore a correggere variazioni tonali, saturazioni e luminanza dei colori quando poi non vengono stampati così come li abbiamo visti sul nostro monitor?

La soluzione è appunto la calibrazione del monitor e la creazione di un profilo standardizzato (ICC) sul quale poi, con i software disponibili per l'elaborazione delle immagini, operare (se necessaria) una conversione nel profilo di stampa ICC del nostro stampatore.


CENNI SULLA TEORIA DEL COLORE E DEFINIZIONI

I colori che vengono rappresentati sulla carta stampata o sul monitor o su un file digitale altro non sono che codifiche numeriche per rappresentate uno spettro colore di luce visibile.

I colori dello spettro della luce visibile sono stati codificati e mappati in diversi modi (o modelli matematici) per essere rappresentati e sono chiamati "spazio colore". Una speciale commissione - CIE (Commissione Internazionale per l'illuminazione) ha definito diversi modelli matematici di percezione del colore rappresentati dalle sigle: XYZ, xyY, Lab, Luv.

La rappresentazione più comune è lo spazio colore CIE XYZ o anche definito spazio di cromaticità CIE 1931


ciexy1931


in cui un colore è espresso attraverso la somma dei tre colori primari in un modello a 3 componenti additive.

Nota: Prendete con le dovute considerazioni questa frase, perché detta così può lasciare perplessi ma sappiate che il grafico di cui sopra deriva da una formulazione matematica piuttosto articolata e che non riporto per pace dei sensi mia e di chi legge.

Inoltre, questo spazio colore è racchiuso in un triangolo ideale in cui sono rappresentate le coordinate del visibile e non visibile.


cie1931_rgxy


Il visibile è appunto lo spazio di cromaticità CIE 1931.
Il non visibile è ciò che sta fuori ed è sotteso dal triangolo CgCrCb.
Come è evidente, questo modello ha una raffigurazione bidimensionale e ciò è stato possibile grazie al fatto che la terza coordinata, la luminanza del colore, è stata derivata dalle altre due coordinate x e y .

Lo spazio colore rappresentato con il metodo Lab è invece un modello di tipo tridimensionale, di cui non mi dilungo oltre, ma basti sapere che questo è il modello che Photoshop usa per la conversione dei profili colore.

Poiché il modello di cromaticità CIE 1931 è piuttosto complesso da utilizzare, sono stati elaborati, per un uso pratico, modelli definiti RGB dello spazio colore e denominati:

- Prophoto RGB
- Adobe RGB
- sRGB
- Apple RGB
- ISO RGB

spazio_colore_gamut


A seguito di questa classificazione si parla spesso di Gamut di uno spazio colore, che altro non è che la gamma di colori rappresentabile da quel determinato modello il quale è un sottoinsieme dei colori visibili. Si parla anche di Gamut dei dispositivi o periferiche ed indica l'insieme colore rappresentabile all'interno dello specifico spazio di cromaticità a cui ci si riferisce.

Dalla rappresentazione grafica si può dire che:

il Gamut del Prophoto RGB è un sottoinsieme dello spetto visibile, che l'Adobe RGB lo è del Prophoto e che l'sRGB lo è dell'Adobe RGB, ossia in termini matematici che :

Lo Spettro Visibile >Prophoto RGB >Adobe RGB >sRGB


Altre considerazioni:

Come si può notare il Gamut del Prophoto RGB esce fuori dai bordi dello spettro visibile. Questo vuol dire solo che parte dei colori dello spazio prophoto non è visibile.

L'sRGB è lo spazio colore più piccolo degli standard fotografici ma è anche quello più diffuso. Nonostante sia contro logica pensare di usare l'sRGB rispetto agli altri modelli, la sua enorme diffusione è determinata dal fatto che la stramaggioranza dei monitor non riesce a rappresentare un Gamut tanto maggiore ( a parte alcuni display professionali che raggiungono il 98-99% del Gamut Adobe RGB) e che in funzione di questo sul web l'sRGB è diventato lo standard di riferimento. Quindi volenti o nolenti ciò che pubblichiamo sarà "ridotto" allo spazio colore sRGB.

Per la carta stampata a livello professionale sono stati fatti molti passi in avanti con inchiostri che riescono a coprire Gamut sempre più estesi, tant'è che per i professionisti della stampa è ricorrente usare l'Adobe RGB come lo standard di riferimento in virtù della maggior copertura dei colori ed in particolare delle tonalità del blu e del verde.


Il punto di bianco

Su quanto detto fin'ora sul colore c'è un punto molto importante ancora da discutere e che influenza la percettività del colore ed è quello che è definito il punto di bianco.

Si riscontra facilmente che a seconda di quale temperatura di luce ambiente siamo sottoposti si percepirà che stessi colori di una stessa immagine potrebbero sembrare più caldi o più freddi. Quindi parlare di punto di bianco è, in altri termini, discutere della tonalità del bianco in temperatura colore.

Sembra stranissimo dirlo perché è come dire di voler stabilire il colore del bianco, ma poiché i monitor emettono luce, così come la carta stampata la riflette, i colori saranno percepiti differentemente in funzione della temperatura colore di emissione (o di riflessione) della luce e di conseguenza anche il bianco.

Una temperatura colore bassa ( <5000>7000 °K) che darà una percezione di tonalità più fredda.

Una tonalità del bianco definita più "neutra" per i monitor sembra essere data dalla temperatura colore di 6500 °K e che in genere ci si riferirà nella ricerca del punto di bianco con la calibrazione (tonalità chiamata anche con il termine D65).

Per le carte stampate il punto di bianco di riferimento è definito D50 poiché queste vengono visionate sotto una luce di temperatura a 5000°K per essere certificate.

Sembrerebbe naturale pensare che anche il monitor dovrà essere tarato alla stessa temperatura del bianco di riferimento della carta stampata ma non è così ( almeno di fatto), poiché è da prendere in considerazione che per i monitor parliamo di luce emessa, mentre per la carta di luce riflessa.

Si è constatato che la migliore corrispondenza tra visione a monitor e carta stampata sia quando il monitor è stato tarato per un punto di bianco D65 e quello della carta stampata a D50 (almeno in generale).

Queste tonalità di punto di bianco sono ovviamente codificate nel nostro spazio colore le quali sono rappresentate da una "sfumatura" sullo spetto visibile.

In particolare per il bianco le coordinate, nello spazio colore CIE 1931, sono:

per 6500K = D65 --> x = 0.313 y = 0.329

per 5000K = D50 --> x = 0.346 y = 0.358


Tali punti sono così individuati nello spazio colore


bianco_d65_e_d50


Altro concetto chiave che ricorrerà nella calibrazione del monitor è la luminosità o luminanza, misurata in candele a metro quadro [cd/mq].

La luminosità di un monitor è la quantità di luce bianca che un monitor è in grado di emettere. Essa andrà ad agire sulla luminanza del bianco e quindi sulla sua percezione visiva.




LA CALIBRAZIONE DEL MONITOR

Si è detto già cosa vuol dire calibrare un monitor e qual è l'azione conclusiva della calibrazione, ovvero creare un profilo ICC che dia istruzioni alla scheda video per individuare i segnali di cui ha bisogno il nostro monitor affinché rappresenti "fedelmente" i colori su schermo.

La domanda è: come fare?

1. Farlo con metodi visivi, ossia affidarci all' occhio umano dopo aver seguito passo passo le istruzioni dei metodi interni al sistema operativo o della scheda video (NON RACCOMANDABILE).

2. Utilizzare una sonda colorimetrica (o colorimetro) ed il suo relativo software di calibrazione e profilatura. (CONSIGLIATO).

Io parlerò esclusivamente del secondo metodo, ma prima di tutto vediamo quali sono i prodotti di calibratura e come orientarsi sul mercato.

Di marche ne esistono differenti, e le più famose sono:

Xrite (tra cui i modelli colormunki e i1), Datacolor (modelli serie spyder), Lacie (come il Blue eye) ecc..

Tutte le marche hanno una serie di prodotti differenti a seconda della fascia a cui sono destinati e/o ai prodotti ad esso destinati.

In genere i prodotti di fascia bassa hanno una sonda di per sé già buona per tutti gli usi amatoriali ed anche evoluti, ma utilizzano versioni software con meno funzioni ed in genere con azioni facilitate ed automatizzate.

Questo di per sè, ed all'inizio, è certamente un vantaggio ma se cercate delle risposte più concrete o volete ottimizzare il processo, o ancora usare delle funzioni avanzate per monitor professionali, allora questi vantaggi si tradurranno in svantaggi operativi che non vi consentiranno l'immissione di alcuni parametri personalizzati.

Per mia esperienza un prodotto di fascia medio/alta , del costo di circa 200 Euro soddisfa tutti gli utenti e/o fotografi amatoriali evoluti (ed anche i professionisti). Qualunque sia il colorimetro scelto ritengo comunque che la cosa più importante sia sapere se il software di calibrazione è dotato o meno di una verifica di qualità sul risultato o di controllo del DeltaE di risposta.


Lo ritengo importantissimo perché dobbiamo renderci conto della "bontà" della calibrazione ottenuta anche numericamente.

Il valore del deltaE, in pratica, misura la differenza fra i parametri richiesti in calibrazione e quelli calcolati dalla sonda ; più il deltaE si avvicina allo zero migliore sarà stata la resa della procedura di calibrazione e viceversa.


ATTENZIONE!!! NON MI CARICA TUTTO L'ARTICOLO!!! ME NE SPARISCE LA META'
Andate su questo link per leggerlo tutto, fino a quando non risolviamo con Luca.

http://www.fotosciretti.it/articoli...-problematiche/

IMPORTANTE. Per sapere se la LUT della vostra scheda video è stata modificata (ovvero caricata dall'XRGamma) potete usare questo programmino semplicissimo "Calibration Set" che trovate qui:

http://www.xrite.com/product_overvi...&SoftwareID=546

se le curve sono state modificate la schermata vi apparirà così


calibration_tester


Se la LUT non è stata caricata all'avvio le curve sono identificate in una singola retta ed i valori base RGB in 0 saranno tutti e tre zero e vi verrà segnalato che "The gamma curves for display 0 have not been modified".

E' importante leggere questa scritta perché potrebbe essere che se la scheda video (come spesso avviene nei portatili) ha una sola LUT programmabile per tutte e tre i canali potreste trovarvi con una retta a 45° sul diagramma e pensare che la LUT non sia stata modificata mentre non è così perché scrive "The gamma curves for display 0 have been modified".

Nel caso peggiore di tutti, se non riusciste a far partire in automatico all'avvio di Windows l' XRGamma, o non volete mettere mano ad impostazioni di sistema delicate, lo andate a far partire manualmente con un doppio click dalla cartella:

Disco locale (C:\) > Programmi (x86)>X-Rite> i1Profiler>XRGamma.exe

E' più spartano ma sicuro.

Magari create un collegamento sul desktop o sulla barra dei collegamenti e lo avvierete più velocemente.

FINE

Buona Calibrazione a tutti.


 



Tags E Parole Chiavecalibrazione, colori, monitor, resa cromatica

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Magic Lantern Su Canon EOS 6D
Magic Lantern Su Canon EOS 6D Inviato il  Mar 11 Nov, 2014 11:41 Da Mighty Gorgon
Photography
Dopo tanto sono riuscito a trovare il tempo di provare Magic Lantern sulla Canon EOS 6D.

Le perplessità erano molte prima di installarlo, non tanto sui "possibili" danni che avrebbe potuto causare, quanto sull'effettiva utilità per chi come me non utilizzasse la reflex per fare video, visto che Magic Lantern è stato concepito inizialmente quasi solo per implementare funzioni video.

Devo dire che gli sviluppatori hanno fatto davvero un gran lavoro, e se tempo fa Magic Lantern poteva considerarsi qualcosa di utile esclusivamente per chi fa video, oggi Magic Lantern (ML da ora in avanti) ha invece molte funzioni utilissime per quei fotografi più "tecnici" che spesso devono ricorrere a mezzi "esterni" alla macchina per implementare tecniche di ripresa particolari.

Fatta questa breve premessa, farò una breve lista delle funzioni che ho trovato più utili per la fotografia (tralasciando le funzioni video che non uso):
  1. ETTR (Exposure To The Right): questa funzione per me è utilissima, e quella che probabilmente utilizzerò di più in assoluto. Non mi dilungo a spiegare cosa sia e a che cosa serva il concetto di esposizione a destra, ma ci sono centinaia di articoli che ne spiegano i benefici soprattutto nella fotografia digitale. E' chiaramente un concetto molto tecnico ed utile soltanto a chi scatta in situazioni di gamma dinamica molto estesa (tipicamente i paesaggisti)... ma una volta padroneggiato questo concetto, secondo me non riuscirete più a farne a meno. In meno di due mesi ho cambiato in maniera piuttosto invasiva il mio modo di scattare. Questa funzione si può usare in due modi diversi: il primo guardando l'indicatore sul Live View (LV da ora in avanti), il secondo invece lasciando a ML la facoltà di fissare in automatico le impostazioni.
  2. Zebra: tramite l'attivazione della Zebra in modalità LV, sarà possibile vedere già prima di scattare le zone sovra o sottoesposte (che terminano fuori la gamma dinamica catturabile)... un grande aiuto per lo scatto in situazioni estreme.
  3. Intervallometro: Nikon ce l'ha da una vita... Canon si è deciso ad introdurlo solo con la Canon EOS 7D Mark II... non c'è molto da aggiungere, si tratta di una funzione molto utile per effettuare diversi scatti in sequenza direttamente usando la fotocamera senza altri accessori esterni.
  4. Bulb Timer: anche questa funzione probabilmente non sarà utile a molti... ma per un fan delle esposizioni lunghe come me è indispensabile. Praticamente grazie a questa funzione posso impostare comodamente il tempo di esposizione che la macchina utilizzerà. Senza questa funzione, per scattare oltre 32 secondi serve necessariamente un telecomando temporizzato, o misurare il tempo in maniera indipendente ricorrendo al doppio scatto.
  5. Focus Stacking: anche in questo caso andiamo molto sul tecnico. Non mi dilungo a spiegare cosa sia questa tecnica, perché nel web si trovano centinaia di articoli in merito e non basterebbero poche righe. Per chi fa fotografia macro e dispone di una lente macro (con micro regolazioni "dense" di messa a fuoco), sarà quindi possibile lasciare a ML la gestione completa del Focus Stacking, senza la necessità di utilizzare slitte micrometriche. Chiaramente per macro estreme serviranno comunque altri strumenti, ma per macro (per così dire) "normali", le funzioni di ML sono più che sufficienti...
  6. Dual ISO: la spiegazione tecnica di cosa sia uno scatto (o all'estremo un video) in Dual ISO è piuttosto complessa. In maniera molto semplificata si può definire come uno scatto che contenga metà informazioni ad una sensibilità ISO e l'altra metà ad una diversa sensibilità ISO. Solitamente si usa ISO 100 + ISO 800/1600. A cosa serve? Viene usato per migliorare la resa di scatti in alta gamma dinamica... consente un recupero "sano" di ombre fino a 4 stop nell'estremo di sx dell'istogramma... e può fare miracoli da un punto di vista di qualità dello scatto. La gestione in post è molto complessa, ma se usato a dovere, consente di colmare alcune lacune del classico HDR in bracketing, in quanto il DUAL ISO sarebbe l'unico modo davvero efficiente per effettuare un HDR di scene con soggetti non statici.
  7. GPS Battery Save: solo per la 6D c'è questa funzione che consente di disattivare in automatico il GPS quando viene spenta la macchinetta (nella 6D se viene attivato il GPS resta attivo anche quando la macchina è spenta... questo per garantire che venga memorizzata la posizione GPS anche appena accesa), così da risparmiare batteria.
  8. Info Generiche Extra: ci sono inoltre una miriade di informazioni direttamente accessibili sul display sia con LV che non... ad esempio la carica della batteria in percentuale (e non con l'iconcina spesso incomprensibile), l'orario e la temperatura del sensore... solo per citarne alcune.


Se non si fosse capito, ne sono altamente soddisfatto, tant'è che ho installato ML su tutte le mie schede di memoria, e credo proprio che lo terrò installato da ora in avanti anche sui miei corpi macchina futuri.

Finita la parte positiva e di entusiasmo, voglio però passare alle note dolenti.

Magic Lantern non è di semplice e immediata installazione. Il processo non è complesso, ma dovete capire bene come funziona e cosa accada realmente al funzionamento della vostra macchina. La documentazione valida e aggiornata è spesso solo in inglese (ci sono traduzioni in italiano, ma in alcuni casi non sono aggiornate). Serve tempo per documentarsi e leggere tutto.

Certamente siete liberi di installare senza leggere nulla e andare a tentativi... ma non ve lo consiglio, anche perché alcune funzioni vanno capite a fondo prima di essere usate. Installare ML solo per il gusto di farlo non ha senso, anche perché se la macchina dovesse avere problemi ed in assistenza riscontrano la presenza di ML, molto probabilmente non ci sarà copertura della garanzia.

Siate coscienti di quello che fate... e prima di installarlo chiedetevi se queste funzioni extra vi servono davvero. Se non fate una fotografia molto tecnica, non ne avete bisogno.

Nell'articolo ho dato per scontato che sappiate già cosa sia Magic Lantern... per chi non lo sapesse, consiglio di andarsi a guardare il sito:

Magic Lantern

Magic Lantern Features

Magic Lantern FAQ

Magic Lantern Install Guide

Magic Lantern User Guide

Magic Lantern Forum


 




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Tutorial - Light, Dark, Flat, Bias - Cosa Sono E Come Crearli
Tutorial - Light, Dark, Flat, Bias - Cosa Sono E Come Crearli Inviato il  Lun 08 Sep, 2014 16:46 Da Mighty Gorgon
Photography
Per effettuare foto astronomiche, è spesso necessario ricorrere a delle tecniche fotografiche che consentano di sviluppare nel miglior modo possibile il risultato.

In particolare si ricorre molto spesso allo stacking (impilamento, sovrapposizione) fotografico.

In alcuni casi senza lo stacking non è neanche possibile visualizzare al meglio il corpo celeste fotografato, in altri casi lo stacking è opportuno per migliorare il risultato.

Questo articolo ha il solo scopo di elencare sinteticamente la tipologia degli scatti da effettuare per lo stacking astrofotografico.

Si rimanda a questo articolo per ottenere informazioni più approfondite:
Tutorial - Acquisizione Fotogrammi Per Stacking Astrofotografico


Light
Gli scatti "Light" non sono altro che gli scatti acquisiti normalmente con le usuali regole di esposizione e messa a fuoco. Saranno quindi gli scatti di base per catturare galassie, stelle, costellazioni, corpi celesti.

E' consigliato solitamente avere a disposizione tanti più "Light" quanto più è debole la luce emessa dal soggetto della foto. Se si dispone di un astroinseguitore si possono effettuare scatti più lunghi, altrimenti si possono effettuare scatti più brevi ma con maggiore frequenza. Tipicamente sono consigliati tra i 10 ed i 20 scatti Light (almeno).


Dark
I "Dark" vengono utilizzati per rimuovere il rumore digitale (più o meno costante) derivante dal surriscaldamento del sensore. Dipendono quindi dalle condizioni specifiche del momento di scatto, per questo vanno effettuati durante la fase di scatto (va bene anche all'inizio e/o alla fine) con le stesse identiche impostazioni dello scatto Light, ma con l'obiettivo chiuso con il tappo o coperto totalmente da qualcosa di totalmente nero. In questo modo verrà catturato soltanto il segnale di disturbo.

Ad esempio se gli scatti Light vengono effettuati a 17mm 30s f/2.8 ISO 3200, lo scatto Dark deve essere effettuato con le stesse identiche impostazioni ma tappando l'obiettivo (senza spostare la macchina e la messa a fuoco), possibilmente senza far passare troppo tempo dall'ultimo scatto Light.

E' consigliato avere a disposizione tra i 10 ed i 20 scatti Dark.


Bias o Offset
I "Bias" hanno lo scopo di catturare il disturbo legato alla lettura della luce da parte del sensore. Ogni sensore soffre di un diverso disturbo di lettura, dovuto al semplice fatto che i componenti elettrocini devono leggere il contenuto del chip. Generare i "Bias" è molto semplice, basta effettuare uno scatto alla massima velocità possibile dell'otturatore tenendo l'obiettivo coperto (come per i Dark).

Nell'esempio precedente di scatti Light effettuati a 17mm 30s f/2.8 ISO 3200, basterà quindi spostare il tempo di esposizione a 1/4000s o 1/8000s, lasciando tutto il resto invariato (non bisogna variare ISO e diaframma).

E' consigliato avere a disposizione tra i 10 ed i 20 scatti Bias.


Flat
Gli scatti "Flat" sono necessari per correggere la vignettatura o l'illuminazione non omogenea causata da difetti/caratteristiche delle ottiche.

Per creare i "Flat" è necessario seguire la stessa logica dei Dark (a parte la modalità di scatto, come vedremo in seguito), ovvero non muovere assolutamente la fotocamera da dove sono stati scattati i Light (senza cambiare alcun parametro e senza muovere neanche la messa a fuoco).

Ci sono diversi metodi per creare i "Flat", uno di questi consiste nel coprire la lente con un panno bianco (facendo attenzione a non spostare la messa a fuoco) e puntare contro l'obiettivo una potente luce bianca (cercando quindi di catturare una schermata bianca) lasciando alla macchina fotografica decidere il tempo di esposizione in priorità di diaframmi.

Probabilmente questo tipo di scatti sono i più complicati da eseguire, e a seconda di cosa state scattando potrebbero non essere così indispensabili, soprattutto se non si è in grado di effettuarli a dovere.

E' consigliato avere a disposizione tra i 10 ed i 20 scatti Flat.

__________

Per il montaggio di questi scatti sarà necessario utilizzare dei software appositi come DeepSkyStacker... ecco un articolo che ne parla: Tutorial - Stacking Astrofotografico Con DeepSkyStacker


 




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Photoshop: Come Migrare Preset E Plugins In Altre Versioni
Photoshop: Come Migrare Preset E Plugins In Altre Versioni Inviato il  Lun 08 Sep, 2014 00:27 Da Mighty Gorgon
Photography
Sicuramente vi sarà capitato nel tempo di aggiornare Photoshop (o Lightroom) e di chiedervi che fine avessero fatto tutte le vostre personalizzazioni e plugins.

Ci sono tanti modi per non perdere le proprie personalizzazioni (tra l'altro se non sbaglio le versioni recenti di PS lo chiedono al primo avvio), ma io preferisco fare manualmente per essere sicuro di copiare tutto.

In particolare ci sono 3 percorsi (parlo di Windows) in cui PS memorizza i files utili:

  1. C:\Program Files\Adobe\Adobe Photoshop CC 2014\Presets: in questa cartella (chiaramente sostituite il nome del vostro PS a seconda della versione) ci sono memorizzate tutte le personalizzazioni di base che valgono per tutti gli utenti. Vi consiglio di non toccare questa cartella se usate il PC solo voi.
  2. C:\Program Files\Adobe\Adobe Photoshop CC 2014\Plug-ins: in questa cartella troverete tutti i plugins installati... se volete copiare i plugins in un'altra versione di PS, basta copiare i files da qui nella relativa cartella Plug-ins dell'altra versione.
  3. C:\Users\XXX\AppData\Roaming\Adobe\Adobe Photoshop CC 2014\Presets: questa è la cartella del vostro profilo (sostituite XXX con il vostro nome) in cui vengono memorizzate tutte le personalizzazioni che fate a Photoshop.


In poche parole, se volete migrare da una versione all'altra oppure installare due o più diverse versioni di PS, basta che copiate queste cartelle nelle altre nuove installazioni e dovreste avere poi tutto il necessario.


P.S.: se non avete Windows a 64bit, la cartella relativa della cartella programmi sarà C:\Program Files (x86) invece di C:\Program Files.


 



Tags E Parole Chiavephotoshop, software

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Accorgimenti Per Far Valere La Garanzia
Accorgimenti Per Far Valere La Garanzia Inviato il  Lun 01 Sep, 2014 07:38 Da AndreaMarchese
Photography
Buongiorno amici, dato che si stava andando OT qui ho pensato di aprire questo post elencando alcuni accorgimenti per far valere la garanzia dei nostri prodotti fotografici. Vediamo i vari casi che ci si possono porre:

1. Acquisto presso negozio fisico

In questo caso è buona norma (se non lo fa il negoziante) pretendere l'apertura della confezione e il timbro del certificato di garanzia. Ovviamente lo scontrino, e nel caso di acquisti multipli fare fare la voce del singolo oggetto. Poichè, come mi è recentemente capitato, lo scontrino deve avere un importo consono al prodotto. Es. se un flash costa 200 euro e ne comprate 3 in una volta sola, lo scontrino da 600 euro (il più delle volte riportante la scritta "Reparto 1") potrebbe darvi noia. Meglio avere 3 scontrini del loro importo, anche perchè in caso di vendita di un singolo pezzo potete dare lo scontrino se la vendita avviene entro i due anni dall'acquisto.

2. Acquisto online

Ovviamente in questo caso non è possibile essere presenti però possiamo via mail o tramite telefono (mail sempre preferita poichè resta traccia) richiedere la timbratura del certificato.

Comunque sia in entrambi i casi è bene, una volta arrivati a casa, stoccare la confezione originale in un luogo sicuro dove qualcuno non la butti via o la utilizzi per i suoi scopi. Ci può sempre servire per le spedizioni per le riparazioni in garanzia. All'interno della scatola non dimenticate di custodire lo scontrino o la fattura, il certificato di garanzia. Dello scontrino/fattura ricordatevi sempre di eseguirne una copia poichè spesso sono stampati su carta termica che sbiadisce col tempo (specie in ambienti caldi sottoscala, solai, cantine dove magari stivate la scatola). I più precisi sicuramente fanno una scansione dello scontrino e hanno un archivio pdf dei loro scontrini in garanzia, se avete lo scanner è sicuramente un'ottima cosa.

3. Acquisto di materiale usato

Se vi è stato promesso "in garanzia" dovete pretendere scontrino e certificato, insistete anche per la scatola...male che vada potete tirare un pelo lo sconto!

La mia esperienza (mi tocco un attimo le...) riguardo agli acquisti "scatola bianca" è per ora limitata al solo acquisto...ma se ben ricordo in scontrino è indicato "obiettivo 24-105 in scatola bianca" ossia proveniente da un kit. So che Canon non ha grandi pretese, giusto lo scontrino e sei a posto, ma Nikon mi hanno detto essere più esigente anche per via della garanzia estesa a 5 anni. Se ne avete esperienza scrivete qui.

Chiudendo per Nissin occorre: Scatola, garanzia anche non timbrata e scontrino con importo "consono" alla spesa.


 




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Come Approcciarsi Al Light Painting Nella Fotografia Notturna
Come Approcciarsi Al Light Painting Nella Fotografia Notturna Inviato il  Ven 22 Aug, 2014 15:22 Da Giovanna Griffo
Photography
Ciao a tutti gli amici di Mighty Gorgon
E' un piacere scoprire un posto dove ci sono persone che amano discutere di fotografia confrontandosi in modo costruttivo e approfondendo gli argomenti
Approfitto quindi per dare un piccolo contributo a questa pulsante community pubblicando una mia intervista che ho rilasciato per la rivista Progresso Fotografico Serie Oro n°24, un numero tutto dedicato alla fotografia notturna dove anche io ho avuto il piacere di dire la mia sull'argomento.
L'articolo è stato pubblicato anche qui: OGGI PARLIAMO DI... ORA BLU E NOTTURNO (Decima puntata)

Buona lettura! 0027

FOTOGRAFIA NOTTURNA E LIGHT PAINTING

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Prima di tutto, Giovanna, di che genere fotografico ti occupi principalmente? Passione o mestiere?

Fotograficamente parlando i miei "amori" principali sono la fotografia di Architettura, Paesaggio, Still Life e Ritratto, anche se non ritengo di avere una specializzazione di genere in quanto mi occupo principalmente di didattica, nello specifico Tecniche di sviluppo in Camera Chiara e tutto ciò che ruota attorno alla Postproduzione e al Digital Imaging.
Se è una passione o un mesterie? Passione e mestiere!! Non potrei neppure immaginare di fare questo lavoro se non fosse anche la mia più grande passione. E aggiungerei non solo passione, ma dedizione, cuore e anima. E' la mia vita.


Parliamo di fotografia notturna. Anche senza entrare nello specifico del genere fotografico di cui ti occupi, quali sono a tuo parere le difficoltà più sentite da chi si avvicina per la prima volta alla fotografia in condizioni di luce carente, o alla fotografia notturna?

Ci sono tante insidie nella fotografia notturna, soprattutto per chi magari è abituato a sfruttare gli automatismi di cui sono pieni oggi le moderne macchine fotografiche. Un approccio completamente manuale è assolutamente indispensabile per avere il pieno controllo di tutte le variabili in gioco.
Vediamo insieme quali sono le difficoltà più sentite del fotografo "notturno"


1. Il rumore digitale
E' la bestia nera di tutti i fotografi digitali! Fotografia notturna significa spesso lavorare ad alti ISO o per tempi prolungati, e questo porterà inevitabilmente a dover gestire il rumore digitale che verrà prodotto. C'è una buona notizia: è una "bestia" che si può addomesticare.
La "frusta" più efficace per addomesticare il rumore è senza dubbio un'attrezzatura adeguata, utilizzare sensori full frame di ultima generazione consentirà di avere un'ottima resa anche ad alti iso.
E se non si possiede una macchina full frame?
E' sempre buona regola sfruttare al meglio la risposta dinamica dei sensori cercando sempre di scattare in Raw ed "esponendo a destra" ovvero sovraesponendo quel tanto che basta per avere la maggior parte dell'istogramma spostato verso le alte luci (parte destra dell'istogramma). Questo perché i sensori digitali hanno la peculiarità di registrare un maggior numero di informazioni nelle alte luci piuttosto che nelle ombre, sfruttare questa caratteristica ci permetterà di non dover aprire le ombre in postproduzione, ma, al contrario, abbassando l'esposizione in postproduzione, potremmo avere una quantità di rumore addirittura inferiore a quello che si avrebbe da una corretta esposizione in macchina.
Fra le impostazioni da fare "on camera" può essere utile, laddove la tecnica di ripresa lo consenta, attivare la Riduzione del Rumore per le lunghe esposizioni (valida sia per Raw che per jpg) che permetterà di avere immagini nitide e pulite grazie all'algoritmo di sottrazione del Dark Frame.
E' possibile inoltre fare molto anche in fase di postproduzione, un corretto sviluppo del file Raw, ed alcune tecniche specifiche di postproduzione, possono davvero risolvere in modo soddisfacente un rumore digitale eccessivo con poca o nessuna perdita di nitidezza del file.


2. Riuscire ad ampliare la gamma dinamica dello scatto per evitare che i neri ed i bianchi siano bruciati
Il fotografo notturno deve assolutamente dimenticarsi dell'esistenza del formato jpg e scattare esclusivamente in Raw! Scattando in Raw si potrà sfruttare al massimo tutta la potenza del sensore e tutte le informazioni che esso è in grado di registrare. Inoltre, in postproduzione, avremo la possibilità di avere ben 2 stop di gamma dinamica in più rispetto al jpg! E questo è un gran vantaggio per riuscire a gestire al meglio situazioni critiche di illuminazione come quelle notturne.


3. La messa a fuoco
La messa a fuoco nella fotografia notturna può essere molto difficoltosa in quanto non si potrà più utilizzare l'autofocus per via della scarsa luminosità. E' quindi assolutamente necessario utilizzare il fuoco manuale oppure utilizzare sorgenti di illuminazione addizionali per poter utilizzare l'autofocus e successivamente bloccare la messa a fuoco.


4. Bilanciamento del bianco
Nella fotografia notturna bisogna spesso fare i conti con una moltitudine di sorgenti luminose diverse che hanno temperature colore differenti! L'illuminazione artificiale, spesso mista con quella ambientale crea situazioni molto suggestive ma anche difficili da gestire per quanto riguarda il bilanciamento del bianco che non potrà mai essere automatico. Il consiglio è quello di scattare sempre in Raw in modo tale da fare il bilanciamento del bianco (magari anche selettivamente) in fase di sviluppo del Raw.


5. Flare (riflessi indesiderati)
Il suggerimento è quello di privilegiare l'uso di lenti di qualità con adeguato trattamento antiriflesso, di tenere sempre le lenti pulite, e di usare sempre il paraluce. Sono piccoli accorgimenti che possono essere utili per non avere una bella composizione rovinata da antiestetici riflessi e cadute di contrasto.


6. Calcolare l'esposizione senza l'ausilio dell'esposimetro
Spesso nella fotografia notturna si utilizzano tempi che vanno anche oltre i 30 sec (tempo massimo con il quale è possibile utilizzare la lettura esposimetrica), in questo caso si dovrà far ricorso a tecniche empiriche oppure a tabelle di riferimento, o semplicemente attingere alla propria esperienza personale ed intuito.


L'attrezzatura basta a risolverle o è necessaria l'esperienza del fotografo, sotto tutti i punti di vista, per 'metterci una pezza' quando la situazione si fa complicata?

Come ho avuto modo già modo di spiegare, l'attrezzatura è fondamentale per poter avere un risultato finale di qualità (soprattutto per quanto riguarda la gestione del rumore), ma non è tutto. Attrezzatura, postproduzione e anche tecnica fotografica sono solo le basi. Bisogna assolutamente padroneggiare la tecnica ed i propri mezzi per riuscire a portarsi a casa la foto che hai mente, ma potrebbero non bastare.
Sono solo l'esperienza, l'intuito e la creatività del fotografo che permettono di scegliere l'attrezzatura e le tecniche più adeguate per rispondere alla specifica esigenza, e magari risolvere una situazione critica imprevista.


Se dovessi spiegare in poche parole di che cosa tratta il light painting? E se dovessi motivare un principiante a percorrerne le strade?

Nella fotografia notturna ci si trova spesso in due condizioni di ripresa:
  1. Il soggetto è statico
  2. Il soggetto è in movimento (nuvole, stelle, acqua, ecc.)


Riesci ad immaginare il risultato finale in fotografia di queste due situazioni di ripresa, utilizzando una lunga esposizione, e l'effetto è spesso molto coinvolgente ed insolito.

Ora proviamo ad immaginare una terza possibilità: e se fosse la luce a muoversi?
Nelle situazioni più classiche la luce non si muove, non cambia direzione, cosa accadrebbe in una ripresa notturna, statica o dinamica, dove la macchina è fermamente ancorata al cavalletto, se anche la luce si muovesse?
Se riesci immaginare questa ipotesi, allora hai capito cosa è il light painting.

C'è da precisare che ci sono due tipologie di light painting:
  1. Usare una sorgente luminosa visibile che lascia delle scie luminose le quali vengono registrate dalla fotocamera
  2. Usare una sorgente luminosa che non è visibile dalla fotocamera ma che viene utilizzata per illuminare la scena in modo selettivo, utilizzandola proprio come un pennello di luce!

Ovviamente c'è anche una terza possibilità che prevede una tecnica mista delle due precedenti, dando spazio alle combinazioni creative più originali.
Perché provare a dipingere con la luce una scena notturna? Perché questa tecnica di ripresa e di illuminazione offre un livello di creatività mai sperimentato prima nella fotografia notturna! Il fotografo che scatta fuori da uno studio fotografico non può "gestire" la luce a suo piacimento, può scegliere un orario particolare della giornata, oppure un certo angolo di ripresa, ma non può fisicamente deviare o modulare la luce, deve adattarsi a quella presente. Con la tecnica del light painting il fotografo può invece avere un livello di controllo e di espressione creativa pari quasi a quella in studio, e modulare l'intensità, la direzionalità, la qualità e anche il colore della luce in modi originali ed inattesi, creando scene e paesaggi che stupiscono l'osservatore proprio per l'eccezionalità della luce.


Il light painting è un genere fotografico che, a prima vista, richiede una forte interazione tra ripresa, illuminazione ed editing digitale: come si inizia ad appassionarsi a questo genere? Si può iniziare con qualunque tipo di fotocamera? E, per continuare, che tipo di strumenti occorre mettere in conto?

La fotografia è luce. E se ami la luce, non puoi non amare il light painting, perchè ne è l'espressione più creativa. Se ti vuoi spingere oltre i limiti del visibile, e anche oltre i limiti della tua attrezzatura, abbandonare qualsiasi forma di automatismo e ritornare ad avere il pieno controllo manuale di ogni gesto e decisione che dovrai prendere prima e durante il click, allora il light painting è ciò che potrà darti nuovi stimoli e nuove entusiasmanti sfide da affrontare.
Per cominciare a sperimentare questa tecnica è necessario avere un modello di fotocamera che permetta di regolare in modo manuale l'esposizione e che quindi possa magari scattare in posa "B" per avere tempi di posa più lunghi. E' inoltre necessario dotarsi di uno scatto remoto affinchè si possa utilizzare la posa "B" , altrimenti si sarà limitati dai 30 sec impostabili sulla macchina (in questo caso è possibile utilizzare l'autoscatto per evitare le vibrazioni introdotte dalla pressione sul pulsante di scatto).
Altro elemento indispensabile è l'utilizzo di un buon cavalletto, stabile e robusto. Spesso quando si scatta all'aperto bisogna fare i conti con superfici di appoggio poco stabili oppure con il vento, quindi un cavalletto di qualità farà la differenza.
Per quanto riguarda gli obiettivi, non è necessario che siano luminosi, spesso si utilizzano diaframmi abbastanza chiusi per avere una buona profondità di campo ed avere un tempo di esposizione più lungo, consiglio di scegliere quello più adatto come focale per la scena che si intende riprendere. Personalmente amo usare ottiche grandangolari come il 14-24 nikkor.
Ed infine, la luce da utilizzare è la scelta più divertente e creativa! Si può utilizzare qualsiasi sorgente luminosa, dai flash a slitta, alle torce ad alta potenza, fino alle Mag Light o le torce led più piccole! L'importante è comprendere che l'obiettivo non è quello di inondare di luce la scena come fosse mezzogiorno, piuttosto utilizzare una sorgente di luce, anche poco potente, ma che permetta di selezionare in modo preciso solo le porzioni che intendiamo illuminare. Valutare se prendere una torcia potente o meno dipende solo dalla distanza dell'oggetto che dobbiamo illuminare, più sarà lontano, più la sorgente luminosa dovrà essere potente per raggiungerlo.


Quali sono le principali difficoltà di questo genere fotografico? Quali vengono dall'ambiente in cui si opera e quali dai limiti delle attrezzature che si utilizzano?

Lavorare al buio, o quasi, è sempre un fattore di difficoltà! Sia per la tecnica di ripresa (calcolare l'esposizione corretta, messa a fuoco ardua), che per la difficoltà di muoversi ed attrezzarsi in scarse condizioni di illuminazione. Può sembrare banale, ma portare una fonte di illuminazione anche solo per montare l'attrezzatura e farlo con comodità permette di affrontare l'uscita fotografica con maggiore sicurezza e tranquillità.
Da non sottovalutare inoltre il fatto di trovarsi in luoghi isolati e bui che potrebbero mettere a rischio la vostra incolumità! Una persona sola in mezzo ad un campo, di notte, che armeggia con attrezzatura fotografica, può essere vista con sospetto, oppure diventare una facile preda di malintenzionati! Cercare quindi di uscire magari in due persone e comunicare sempre ad altri dove si sta andando per essere rintracciabili in caso di imprevisti o incidenti è una buona abitudine. Nella mia esperienza non mi sono mai capitate cose spiacevoli (tranne essere assalita dalle zanzare anche attraverso i vestiti abbondantemente ricoperti di repellente!), ma è sempre meglio non sottovalutare questo aspetto.
Riguardo i limiti dell'attrezzatura, sicuramente quelli più importanti sono dati dal dover gestire il rumore per le pose più lunghe, ed in questo caso, come ho avuto già modo di sottolineare, ricorrere a sensori full frame è il modo migliore per avere il miglior risultato possibile, mentre altro elemento da non sottovalutare sono la durata delle batterie.
Si scaricheranno molto in fretta utilizzando lunghe esposizioni, e ancora di più se operiamo al freddo, magari durante una fredda sera invernale! Portatene sempre di scorta e ben cariche.


Una giornata "tipo" nella vita di un "fotopittore"?

Non credo che il "fotopittore" sia molto differente da un "fotografo classico", anche lui quando non scatta deve dedicarsi a tutta una serie di attività che non sono sempre strettamente fotografiche (marketing, promozione, social media, training, editing, gestione clienti, contabilità, ecc) credo però che la parte più divertente e peculiare del "fotopittore" sia quella della ricerca e della scoperta di nuove location da fotografare, da visitare ovviamente e rigorosamente di giorno, immaginando come potrebbero essere di notte, e poi la parte più prettamente creativa ed ingegnosa, come la ricerca di nuove sorgenti di illuminazione, e di nuovi modi di utilizzarle! Spesso mi è capito di utilizzare anche la luce di uno smartphone o di un tablet per avere l'effetto che cercavo!


CI SPIEGHI TECNICAMENTE COME SI ESEGUE UNA FOTOGRAFIA IN LIGHT PAINTING?

Bene, ora viene la parte divertente: dipingiamo con la luce!
Prima cosa da fare: trovare una location adatta e scegliere un punto di ripresa che permetta di avere una composizione interessante, che contenga magari degli elementi in primo piano da poter illuminare ed un contesto più ampio sullo sfondo (può essere il cielo oppure il mare, oppure anche un contesto urbano). E' molto importante riuscire a previsualizzare l'effetto finale prima ancora di cominciare. Dipingere con la luce significa dare enfasi a piccoli dettagli, non illuminare a giorno la scena, e questo comporta delle scelte stilistiche curate e mai casuali. Spesso, dei dettagli che di giorno potrebbero essere insignificanti, potrebbero acquistare un'atmosfera ed un'emotività particolari se ripresi di notte.
Un suggerimento importante è quello di essere sul luogo prima che tramonti il sole, in modo da avere tutto il tempo di preparare l'attrezzatura, comporre con cura senza dover quindi avere quelle difficoltà (messa a fuoco e composizione difficile) quando diventa troppo buio. In questo modo è possibile cominciare a fare degli scatti di prova per valutare l'efficacia della composizione o del punto di messa a fuoco, per arrivare pronti nel momento di luce desiderata.


Qual'è il momento ideale per cominciare a scattare?

Il momento ideale per cominciare a scattare è subito dopo il tramonto (oppure prima dell'alba), durante quel lasso di tempo chiamato "ora blu", in cui c'è ancora un minimo di luce ambiente per delineare i contorni del paesaggio, ma già sono visibili le luci artificiali (se ve ne sono) e la luce è sufficientemente bassa per permettersi tempi di esposizione lunghi. Eventualmente si può usare anche un polarizzatore per diminuire la luce in entrata e quindi permettersi tempi più lunghi se la luce non fosse ancora sufficientemente bassa.
Il momento perfetto è quando la luce ambiente ha la stessa luminosità del cielo. Se la luce intorno al paesaggio è più luminosa rispetto al cielo, è il caso di attendere ancora un po', oppure magari cercare una inquadratura verso est (il cielo e più scuro), vi permetterà di cominciare a scattare prima.


Come fare a sapere che tempo di esposizione utilizzare?

Impostate la fotocamera in modalità Bulb, scegliete un diaframma medio-stretto (F/11 o F/16) e scattate con 30 sec di esposizione. Non fate l'errore di guardare l'immagine che vi comparirà nel display, è assolutamente inaffidabile (è solo un'anteprima jpeg!), ma piuttosto date un'occhiata al vostro istogramma: se l'istogramma è molto spostato sulla destra significa che è ancora troppo presto, vi converrà attendere ancora un po'.
Quando l'istrogramma apparirà centrale e poco spostato sulla destra, allora sarà il momento ideale per cominciare a dipingere con la luce! Man mano che luce si farà sempre più debole, sicuramente 30 sec di esposizione non saranno più sufficienti e dovrete cominciare ad usare tempi più lunghi. Controllate sempre l'istogramma, e se comincia a spostarsi verso sinistra è il caso di cominciare ad allungare l'esposizione di 1 stop e così via (60 sec, 120 sec, ecc.) mantenendo sempre la stessa coppia ISO/diaframma (tenete ovviamente gli iso nominali della macchina).
Se doveste raggiunger tempi di esposizione superiori ai 4 m allora è il caso di aprire il diaframma di uno stop in modo da non eccedere con il tempo di posa (ovviamente se la profondità di campo non è un fattore critico).


Fino a quando è possibile scattare?

Il mio suggerimento è di non scattare quando diventa notte inoltrata perché non ci sarà più abbastanza luce per separare il soggetto dallo sfondo, ecco perché è meglio sperimentare questo tipo di fotografia poco prima dell'alba o subito dopo il tramonto.
Per quanto riguarda i movimenti della torcia (o della sorgente luminosa in generale che si è scelto di utilizzare), potete anche passare davanti alla fotocamera, avendo magari l'accortezza di non sostare davanti, ma facendo passaggi rapidi che così non verranno registrati. Divertitevi quindi a girare intorno al vostro soggetto da illuminare e a muovere la torcia proprio come se doveste dipingerlo di luce, l'imprevedibilità del risultato e la sua unicità (ogni scatto non sarà mai uguale al successivo!) renderanno ogni fotografia singolare ed irripetibile.


Quando è che consideri "riuscito" uno scatto fotografico dei tuoi? E' solo una questione di estetica o... c'è dell'altro?

Ho sempre pensato che una buona fotografia non sia necessariamente una fotografia estetizzante. Una buona fotografia è una foto che semplicemente racconta qualcosa. Si può raccontare in modi molto diversi e con accenti differenti. Il messaggio estetico è solo uno dei tanti, ma i messaggi che si possono veicolare in fotografia sono potenzialmente infiniti! Sta al vocabolario del fotografo e alla sua sintassi il saperli coniugare nella pletora più efficace ed originale.


L'editing digitale degli scatti rientra pesantemente nelle tue immagini oppure è solo un "plus"? Quali sono i tipici interventi cui sottoponi i tuoi scatti?

Vorrei esplicitare una differenza sostanziale fra "sviluppo digitale" ed "editing digitale": lo sviluppo digitale è un passaggio obbligato, soprattutto per chi scatta in Raw. E' impensabile pensare di non sviluppare un file Raw, sarebbe come prendere un diamante estratto da una miniera e buttarlo via perché sembra un pezzo di vetro, quando invece va solo intagliato e lucidato!
Un file Raw, per sua natura, è privo di bilanciamento del bianco, contrasto,nitidezza, saturazione, luminosità e tonalità, va quindi correttamente sviluppato (così come avveniva per la pellicola in camera scura) affinché dalla sua forma grezza possa emergere nella sua forma definitiva, e soprattutto la forma che è nella mente del fotografo, che non è detto sia solo una forma corretta, ma anche creativa ed interpretata; l'editing digitale invece può essere solo un plus, ovvero il fotoritocco vero e proprio, quello che viene dopo lo sviluppo e che quindi necessità di interventi molto più sofisticati. Per quello che riguarda le mie immagini faccio sicuramente uso dello sviluppo digitale nel 90% dei casi, mentre solo nel rimanente 10% ho la necessità di interventi più mirati, ma questo dipende moltissimo dalla destinazione d'uso della fotografia e dalla sua finalità.

  1. Potresti scegliere una tua "Fotografia Preferita" e spiegarci come è stata realizzata?
  2. Quando è stata scattata? Ci sono degli aneddoti?
  3. Come è stata scattata? (situazione, soggetto, illuminazione)
  4. Quale attrezzatura è stata usata? (tipo di fotocamera, obiettivi, accessori, eventuale editing)


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Ho scelto questa fotografia notturna scattata a Valencia, dove potete vedere una parte della famosa Città delle Arti e delle Scienze progettata da Calatrava, perchè è una fotografia che ha avuto una gestazione lunghissima prima di venire alla luce!

Non ero mai stata a Valencia prima, ma conoscevo la fama di questo meraviglioso complesso architettonico e volevo riuscire a fotografarlo da un punto di vista insolito, magari dall'alto. Così è scattata la ricerca del punto dal quale avrei potuto eseguire lo scatto e l'unico posto fattibile era all'interno di un hotel che si affacciasse proprio da quel lato. La ricerca è stata fruttuosa, c'è un solo hotel in tutta Valencia con questa vista è l'ho trovato, chiedendo espressamente una camera che avesse la vista sul lato "giusto".

Una volta arrivata in hotel però trovo un'amara sorpresa! Le finestre non si possono aprire ed i vetri sono sporchissimi di pioggia! Fortunatamente la finestra si può aprire limitatamente quanto basta per farci passare una mano e riuscire a pulire almeno una parte del vetro con un asciugamano.
Avrei voluto sfruttare le scie luminose delle macchine per dar vita alla grande strada che taglia in due la città, ma ahimè, ero nel periodo Pasquale e Valencia è desertica per tutta la settimana santa!

Come fare per poter avere qualche scia di macchine? Ho quindi cercato di fare l'esposizione più lunga che potessi permettermi, sperando che in quell'arco di tempo passasse qualche macchina ed ecco quindi le scelte che ho fatto in fase di ripresa:


Nikon D800
24-70 nikkor f2.8 @ 50mm
f/22
65 sec
100 iso
Cavalletto manfrotto 190 XPROB + testa joystick 322RC2

Giovanna Griffo

Sarò felice di rispondere a qualsiasi vostra domanda o curiosità sull'argomento, grazie per la vostra attenzione


 

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Come Scattare Foto Alla Via Lattea - Fotografare Le Stelle - Startrail
Come Scattare Foto Alla Via Lattea - Fotografare Le Stelle - Startrail Inviato il  Sab 09 Aug, 2014 23:24 Da Mighty Gorgon
Photography
Se dovessi scegliere una categoria che identifichi fotograficamente il 2014 nel genere paesaggistico, non avrei dubbi: Stelle e Via Lattea.

Ricordo quando nel 2011 iniziai a documentarmi su come si fotografavano le stelle c'era poco o nulla. Nel 2012 già trovai qualche informazione in più ed iniziai a fare le prime prove ma con molta fatica. Oggi invece (come dicevo all'inizio) navigando i vari social fotografici si trovano migliaia di foto di stelle e di via lattea facendola diventare praticamente una moda. Per me che adoro le foto astronomiche o comunque paesaggistiche notturne la cosa mi fa molto piacere.

Probabilmente il motivo che spinge molti appasionati a provare questo tipo di fotografie è la complessità tecnica, la voglia di trovare nuovi stimoli fotografici. E poi a chi non fanno sognare le stelle?

In questi giorni diverse persone mi hanno chiesto consigli in privato su come scattare foto notturne (sicuramente complice ne è il periodo estivo), per questo ho deciso di aprire questo topic in cui raccogliere consigli utili per effettuare fotografie notturne alle stelle. Spero di poter raccogliere anche la vostra esperienza in modo da arricchirlo ulteriormente.

Inizio con quella che è la mia esperienza personale (ho ancora molto da imparare, per cui non fidatevi ciecamente ), cercherò come sempre di raccogliere in punti le varie tematiche, perché credo aiuti la lettura di argomenti così pesanti.



Tipologia Di Foto Notturna A Cui Si Rivolge Questo Argomento

Ci sono diversi tipi di fotografia notturna ma in particolare questo argomento si rivolge a:
  • Paesaggio notturno con stelle
  • Paesaggio notturno con Via Lattea
  • Paesaggio notturno con Startrail


Sarebbe troppo lungo e complesso scrivere un vademecum generico per la fotografia notturna, quindi meglio concentrarsi su meno punti ma approfondirli meglio.

Intanto qualche link di quelli che secondo me la interpretano al meglio:


Tra gli italiani ne menziono due tra tutti:




Condizioni Meteo E Inquinamento Luminoso

Proprio perché ci dedichiamo alla fotografia delle stelle, il meteo ricopre un ruolo fondamentale. Perché? Semplice... se il cielo è coperto le stelle non si vedono.

Ok, al di là del punto scontato appena elencato, ci sono altri fattori meteorologici che condizionano la resa della fotografia con stelle. In particolare l'umidità, perché oltre le nuvole anche un'elevata umidità (o lieve foschia/nebbia) comporterà una riduzione della nitidezza delle stelle (peggiorando quindi il risultato).

Riguardo invece l'inquinamento luminoso artificiale, questo è relativo alle luci dei centri abitati (o delle strade) che riflettono nel cielo. Queste illuminazioni impediscono alle stelle di essere catturate con il giusto contrasto, rendendole più "confuse" con gli aloni di luce.

Ancora riguardo l'inquinamento luminoso, ce n'è uno naturale ed è legato alla luna. Quando la luna è sopra 1/8 o 1/6 riflette una quantità di luce che impedisce la visibilità (attraverso il sensore) delle stelle, perché all'aumentare della sensibilità del sensore questo cattura soltanto luce riflessa lunare (intensità più forte di quella emessa dalle stelle).

Non solo, combinando i precedenti punti, se non siamo in un posto completamente buio avere anche poche nuvole comporta che queste riflettano l'inquinamento luminoso ed in alcuni casi rovinando la pulizia della foto. C'è da dire che in qualche caso l'inquinamento luminoso può anche aiutare a creare un'atmosfera più surreale... ma solitamente sarebbe preferibile non avere nuvole, soprattutto se abbiamo intenzione di fare uno startrail.

Considerazioni di Matteo in merito:
Matt-of-Florence ha scritto: 
Per quanto riguarda l'inquinamento luminoso, è purtroppo molto ma molto più di quel che sembra, e quando si sale con l'esposizione come per Via Lattea viene fuori con grande evidenza anche dai posti apparentemente più bui. Per difendersi, aiuta salire di quota, perché l'aria più fredda e rarefatta tende a trattenere meno umidità e quindi a diffondere meno la luce. L'ideale è salire oltre i 1000m di quota. Meglio ancora se in inverno, sia perché l'aria sarà più secca, sia perché la minor differenza di temperatura fra giorno e notte ridurrà le turbolenze atmosferiche, note fra gli astrofili col nome di "seeing", che si traducono in quel tremolio-luccichio che spesso vediamo sulle stelle. È dato dalla diversa rifrazione dell'aria nel tempo e su lunghe pose riduce di fatto la nitidezza, fino a rendere impossibile fotografare dettagli con focali lunghe.


Allego queste due foto in merito:

Nuvole Ed Inquinamento Luminoso A Castelluccio Di Norcia
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L'Albero Della Vita
giulianello_5975_ps_01


Quindi, riepilogando:
  • Prima di uscire a far foto, guardare le previsioni meteo per capire se avremo un cielo sufficientemente chiaro
  • Verificare il tasso di umidità e la presenza di foschia/nebbia
  • Verificare lo stato della luna (meglio notti di luna nuova): potete farlo anche attraverso questa pagina che ho programmato io Plan Your Shot - Sun / Moon Map
  • Scegliere la location in funzione dell'inquinamento luminoso: ahimé in Italia su questo aspetto siamo messi maluccio... allego questa cartina per prendere spunto Dark Site Finder
  • Resta un ultimo punto, ma lo affronteremo meglio in seguito... ossia quello di cercare uno "scorcio" che fotografato di notte risulti interessante




Attrezzatura

A causa dell'elevato contenuto tecnico della fotografia notturna, l'attrezzatura ricopre un ruolo particolarmente importante se si vogliono raggiungere dei buoni risultati. Non serve necessariamente spendere tantissimo (le fotocamere moderne hanno comunque un'ottima resa ad alti ISO), ma è importante avere l'attrezzatura giusta e conoscere le tecniche sia in fase di ripresa che in fase di postproduzione. Conoscendo molto bene le tecniche di postproduzione si riescono ad ottenere ottimi risultati anche con un'attrezzatura di qualità inferiore.

  • Fotocamera digitale di almeno medio livello, meglio se full frame: in caso non si disponga di una full frame, ci sono delle tecniche di ripresa che abbinate ad una postproduzione specifica possono comunque portare ottimi risultati.
  • Obiettivo di focale corta, se possibile da 16mm in giù (lunghezza focale full frame): la motivazione è semplice, più è corta la focale, più parte di cielo e stelle riusciamo ad includere, non solo... per evitare di cogliere il movimento rotatorio terrestre, le focali corte aiutano ad aumentare i tempi di esposizione, ma vedremo meglio la regola più avanti. Se pensate di effettuare degli startrail piuttosto lunghi, potrebbe tornare utile avere uno scaldalente (o un calzino tagliato ) per ricoprire l'obiettivo e ridurre quindi le possibilità di congelamento della lente.
  • Cavalletto: più il cavalletto è solido, meglio è.
  • Telecomando con filo: per ridurre al massimo la probabilità di muovere la fotocamera e per gestire scatti ad intervalli regolari (startrail, astrostacking, ecc...) è opportuno disporre di un telecomando con filo. Se ne trovano di versioni anche molto economiche.
  • Batteria di scorta: le foto notturne richiedono tempi di esposizione molto lunghi, e questo comporta un elevato consumo di batteria. Nel caso di startrail o lunghe sessioni a basse temperature poi la batteria si scarica molto in fretta, quindi è opportuno disporre di una batteria di scorta o di un battery grip.
  • Torcia frontale: una buona torcia frontale è indispensabile per potersi muovere bene di notte. Meglio averne una che abbia la possibilità di regolare potenza e zoom. Meglio ancora se dispone anche della classica luce rossa utilizzata dagli astronomi (che consente di illuminare a sufficienza per guardarsi intorno o vedere le impostazioni) per evitare di "abbagliare".
  • Abbigliamento idoneo: la fotografia notturna richiede di stare molto tempo all'aperto, spesso in posti poco comodi... è fondamentale assicurarsi prima delle temperature che possono verificarsi e avere soprattutto delle calzature adeguate che impediscano ai piedi di bagnarsi o raffreddarsi. Verificate di avere guanti, scaldacollo, cappello, coperture impermeabili, ecc.




Pianificazione

La fotografia paesaggistica in genere richiede una approfondita pianificazione per riuscire al meglio. Abbiamo visto poco più su l'importanza di consultare le previsioni meteo e conoscere lo stato di inquinamento luminoso.

Oltre quanto visto in precedenza, in questo punto dobbiamo trattare della composizione.

Riprendere soltanto le stelle o la via lattea è solitamente poco comunicativo e può diventare un esercizio tecnico fine a sé stesso (a meno che non si faccia astrofotografia con alti livelli di ingrandimento).

Per rendere interessante uno scatto notturno con le stelle, la prima cosa da sapere e conoscere sono i punti cardinali.

La seconda cosa da sapere è qualche nozione di base di astronomia, in particolare: dov'è la stella polare, dove sorge e tramonta la via lattea e come è posizionata, gli orari di alba e tramonto della luna. Senza queste informazioni diventa sicuramente difficile comporre uno scatto notturno, perché se il soggetto principale sono le stelle, è fondamentale fare in modo che abbiano il giusto risalto e posizionamento rispetto al primo piano (o quinta) che vogliamo utilizzare come riferimento.

Esistono diversi siti e programmi per consultare la posizione delle stelle, anche per smartphone. Vi consiglio di sceglierne un paio di vostro gradimento e guardarli di tanto in tanto.

Vi rimando a questa discussione: Come Individuare La Via Lattea

Infine la parte più difficile: trovare una composizione interessante, con un primo piano (alcuni lo definiscono anche come "la quinta") su cui catturare le stelle.

Per trovare la composizione giusta è opportuno visitare i posti quando c'è ancora luce, per poter valutare bene dove posizionare la fotocamera (orientata correttamente verso il punto cardinale di riferimento per ciò che vogliamo catturare). Come sempre è bene usare la creatività, nei link allegati in cima al topic ci sono molti spunti, ma vi consiglio di guardare bene molte foto prima di cimentarvi, in modo da sviluppare un buon senso critico e magari capire bene quali elementi creativi possano valorizzare al meglio uno scatto notturno.

Una cosa che ci tengo a sottolineare... come avete letto nei punti elencati finora, le variabili sono molte e tra meteo e fasi lunari solo pochi giorni al mese si ha la possibilità di eseguire questo tipo di fotografia... per cui: più pianificate, maggiori saranno le probabilità di portare a casa un bello scatto.


Lasciamo questo punto con questo scatto dell'uscita di gruppo a Castelluccio: per valorizzare il primo piano ci siamo posizionati in 4 davanti la fotocamera restando immobili per 30 secondi.

Galactic Friends
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Impostazioni fotocamera e setup complessivo

Arriviamo finalmente alla fase di scatto. A questo punto avete controllato il meteo e l'inquinamento luminoso, avete l'abbigliamento e l'attrezzatura adatta, avete pianificato il punto esatto che volete fotografare e vi trovate nel momento clou: la fase di scatto.

Analizziamo insieme le varie impostazioni che si possono configurare, almeno quelle che io sono in grado di consigliarvi in base alla mia esperienza:

  1. Posizionamento del cavalletto: assicuratevi di aver posizionato e stabilizzato con attenzione il cavalletto. Se non avete bisogno della massima estensione, tenete chiuse le gambe meno spesse e la colonna centrale. Verificate che dove appoggiano i piedi ci sia un terreno stabile (attenzione a: sabbia, sassolini, pendenze, false mattonelle, ecc.) e il cavalletto non si muova. Se fa molto freddo o siete in riva al mare evitate di tenere il cavalletto troppo vicino all'acqua. Stringete bene le varie regolazioni quando avete deciso la posizione.
  2. Messa a fuoco: mettere a fuoco correttamente un paesaggio notturno è una vera impresa. Molte persone usano una torcia per illuminare il primo piano. Io onestamente non ve lo consiglio. Vi consiglio invece di utilizzare quei numeri "oscuri" che si trovano sulla ghiera dell'obiettivo, verificandone prima l'esattezza. Cosa vuol dire? Che in pieno giorno proverete a tutta apertura la messa a fuoco del primo piano e a infinito. Valutate come prima cosa l'iperfocale del vostro obiettivo per apertura massima e focale più corta possibile e segnatevi il punto esatto sulla ghiera (magari facendo un piccolo segno di riconoscimento o facendo una foto con il telefono come faccio io). In questo modo sapete intanto in quale punto posizionare la ghiera se la distanza iperfocale per voi è sufficiente (primo piano non troppo vicino). Se non avete obiettivi troppo corti o volete comunque riprendere qualcosa che è molto vicino allora non avete alternative, dovrete separare lo scatto delle stelle da quello del primo piano, quindi effettuare almeno due scatti e poi fonderli in postproduzione. Anche in questo caso vi consiglio di verificare prima (quando c'è luce) la messa a fuoco e posizionare a mano la ghiera (controllando dopo lo scatto che sia effettivamente la messa a fuoco giusta). Se studiate prima questi piccoli accorgimenti, vi assicuro che risparmierete tempo prezioso e tante arrabbiature...
    Matt-of-Florence ha scritto: 
    Mi trovo benissimo a fare la messa a fuoco collegando lo smartphone alla reflex, via wifi per la 6d, o via cavetto usb per le altre. Su telefono android esistono almeno un paio di App per farla. "Dslr controller", a pagamento e "dslr Dashbord", gratuita. Provatele, basta verificare che il proprio smartphone suppurti la modalità usb host ed acquistare un cavetto adattatore da pochi euro. Se vi appassionerete al genere e dai notturni ambientati vorrete passare a dettagli con focali maggiori (dove si trovano facilmente aperture di diaframma maggiori) il focus basandosi sulla ghiera non è utilizzabile. Meglio quindi familiarizzare da subito con queste app, che consentono di fare anche tante altre cose interessanti.
    Matteo

    alematrix ha scritto: 
    Riguardo alla MAF quella volta ho utilizzato l'autofocus della reflex, puntando l'obiettivo verso una stella luminosa ingrandendo l'immagine dal live view per controllarne la precisione.

  3. Modalità fotografica: la macchina va impostata in modalità Manuale o Bulb.
  4. Qualità immagine: RAW.
  5. Bilanciamento del bianco: nella fotografia notturna potrebbe essere difficile per la macchina fotografica bilanciare adeguatamente il bianco. Per questo vi consiglio di utilizzare un bilanciamento del bianco piuttosto neutro/caldo che è quello per luce solare. La maggior parte dei fotografi notturni usa questa impostazione. Meglio evitare di lasciare l'automatico anche per evitare che in caso di stacking il bilanciamento del bianco tra uno scatto e l'altro sia registrato diversamente.
    Matt-of-Florence ha scritto: 
    Per quanto riguarda la temperatura colore, essa è legata all'inquinamento luminoso. L'ideale sarebbe usare i 5800k, ma risulterà di fstto impossibile e per calmierare gli effetti dell'inquinamento un buon compromesso è 3800k, se stiamo scattando da un luogo molto buio. Altrimenti si può scendere fin verso 3200 kelvin. Per chi non può impostare la temperatura è ok il settsggio tungsteno. Serve solo per farsi un'idea più chiara di cosa esce, poi sarà da regolare in post.

  6. Tempo esposizione: per calcolare il tempo di esposizione necessario a non cogliere il movimento rotatorio della terra è necessario effettuare un calcolo in funzione della lunghezza focale utilizzata. La regola più comunemente utilizzata è la seguente: 500/lunghezza focale (equivalente full frame). Quindi se state scattando con un 16mm (full frame) il calcolo del tempo di esposizione per evitare di avere le stelle mosse è dato da 500/16 = 32s circa. Se volete quindi fare foto alla via lattea, tenete conto di questo tipo di calcolo ed effetuatelo prima in modo da saper già come impostare la macchina.
  7. Impostazioni esposizione per la Via Lattea con scatto unico: nel punto precedente abbiamo determinato il tempo massimo di esposizione. Tenendo a mente il tempo massimo di esposizione consentito dalla vostra focale, in condizioni di assoluto buio le impostazioni che si possono usare per catturare la via lattea sono le una tra le seguenti:
    1. 30s - f/1.4 - ISO 800
    2. 30s - f/2.0 - ISO 1600
    3. 30s - f/2.8 - ISO 3200
    4. 30s - f/4.0 - ISO 6400

    Utilizzando una tra queste impostazioni dovreste ottenere un file che contiene informazioni sufficiente per l'elaborazione in postproduzione delle stelle tramite scatto unico, vedremo in seguito altre informazioni riguardo diverse tecniche di acquisizione.
  8. Impostazioni per stacking astrofotografico: punto troppo lungo e complesso da trattare sinteticamente, vi rimando a questo argomento di Matteo Tutorial - Acquisizione Fotogrammi Per Stacking Astrofotografico
  9. Impostazioni esposizione per startrail: l'argomento startrail è molto vasto, più avanti creerò un topic apposito per trattarlo. Per ora ci basti sapere che per catturare la "strisciata" (o trail) come si dice in gergo, è sufficiente andare uno o anche due stop sotto le impostazioni appena viste per la via lattea. La tecnica migliore da usare è senza dubbio quella di stacking, quindi diversi scatti in sequenza montati poi in postproduzione, questo per evitare diversi problemi (surriscaldamento eccessivo del sensore, elementi di disturbo in un unico scatto, riduzione del rumore, ecc.). Per ora vi basti sapere che è importante avere almeno 2 ore di scatti consecutivi (se fate scatti di 30s allora circa 240 scatti). Io posiziono la macchina in Manuale (M) e imposto 30s - f/2.8 - ISO 1600 - scatto continuo - sollevamento specchio - telecomando bloccato.
  10. Sollevamento / Blocco specchio: per evitare piccoli movimenti della macchina fotografica è opportuno ricordassi di bloccare il sollevamento dello specchio.
  11. Mirino chiuso: per evitare infiltrazioni di luce è bene chiudere il mirino.
  12. Telecomando "ancorato": assicuratevi che il telecomando sia ben fissato al cavalletto e non provochi oscillazioni.
  13. Display spento: per evitare consumo di batteria inutile se fate sessioni lunghe.
  14. Riduzione rumore esposizioni lunghe: se scattate alla via lattea (scatto unico) può tornarvi utile, se invece effettuate uno startrail o siete in grado di utilizzare tecniche di astrostacking, allora non ne avete bisogno.
  15. Stato batteria: controllate spesso lo stato della batteria, soprattutto se effettuate startrail.
  16. Astroinseguitore: se siete dotati di astroinseguitore, beh... probabilmente ne sapete già più di me e non vi servono consigli. Viceversa, se non sapete cos'è un'astroinseguitore, sappiate che esiste un attrezzo che consente di far ruotare la macchina fotografica in linea con il movimento terrestre, consentendo quindi di poter aumentare il tempo di esposizione di molto (aumentando la nitidezza delle stelle). Vi rimando a questa discussione -> Astroinseguitore e a questa foto -> C'era Una Volta La Notte
    140627_233448
    Matt-of-Florence ha scritto: 
    Per quanto riguarda l'astroinseguitore giusto per dare un riferimento a 17mm su Fullframe si arriva bene a 5 minuti di inseguimento ma anche oltre. Con 5 minuti e lente f4 si scende dagli iso 6400 dei 30sec senza inseguitore fino ad iso 800. La mia foto su linkata l'ho fatta ad iso 500 f4 ed 8 minuti. Ovviamente si bloccano le stelle ma viene mosso il paesaggio, quindi servirà fondere due scatti in post. La riduzione rumore lunghe pose se non si fa stacking diventa quasi obbligatoria con astroinseguitore, perché con quei tempi il rumore generico è minore ma gli hotpixel abbondano anche su fullframe.



Ho cercato di essere molto sintetico, ma capisco che alcuni temi possono risultare troppo articolati. Ricordate che è più importante prestare attenzione a tutti i dettagli che soltanto l'impostazione dei parametri di esposizione. Sono i dettagli in questo caso che fanno la differenza, ad esempio potete aver impostato ottimamente tempo, diaframma ed ISO, ma se avete sbagliato la messa a fuoco lo scatto è da buttare.

Prima di smontare la macchina dal cavalletto ricordate di verificare sul display la messa a fuoco ed i parametri... piuttosto fate uno scatto extra di sicurezza.

In questo articolo potrete trovare altri riferimenti utili per la fotografia notturna... anche se l'articolo è concepito per il lightpainting, alcune riflessioni sono altrettanto valide: Come Approcciarsi Al Lightpainting Nella Fotografia Notturna


Postproduzione

Fortunatamente al giorno d'oggi esistono tantissimi tutorial nel web per la postproduzione della via lattea, per cui vi invito a dare uno sguardo in giro.

Ecco qui alcuni link che ne parlano nel nostro forum:

Tutorial - Photoshop: Workflow Della Via Lattea

Postproduzione Della Via Lattea

Postproduzione Via Lattea

Fotografia Notturna


Ecco qui altri link utili:

Link Riguardanti Fotografia Notturna - Night Photography

In particolare questa tecnica è molto utile: http://www.lonelyspeck.com/stacking-noise-reduction/


Infine riguardo il montaggio degli startrail, vi consiglio di ricorrere a dei software come:




Conclusioni

Scrivere questo argomento mi è costato diverse ore ed è una sintesi di (quasi) tutto ciò che ho appreso negli ultimi tre anni sulla fotografia notturna.

So che vi richiederà molta fatica leggerlo integralmente, ma ci tenevo a dare delle spiegazioni esaustive su un tema oggi piuttosto "caldo" e che necessità di molte attenzioni se si vuole riuscire al meglio.

Se avete dei feedback o consigli in merito, vi pregherei di riportarli qui sotto.

Grazie per l'attenzione.

cdn_2014_01_9917_ps_new_01

cdn_0006_0273_startrail_ps_03_signed

cdn_9695_9901_startrail_ps_signed_01

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mykonos_skyfall_8861_wm_rs

torre_astura_pp_12750


 




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Dilettante, Amatore, Professionista. Sapete Davvero Cosa Vogliono Dire?
Dilettante, Amatore, Professionista. Sapete Davvero Cosa Vogliono Dire? Inviato il  Mer 06 Aug, 2014 22:57 Da Mighty Gorgon
Photography
Enrico Maddalena ha scritto: 
Dilettante. Amatore, Professionista

Nella percezione comune questi tre termini fanno parte di una scala di valori:

Dilettante è quasi sinonimo di principiante, di fotografo che si diverte a scattare fotografie pur senza avere una conoscenza approfondita del mezzo, della tecnica e del linguaggio. Solo un gradino in più dello schiaccia bottone (termine dispregiativo corrispondente all'imbratta tele della pittura) e del fotografo della domenica, di quello cioè che scatta qualche foto in maniera sporadica, magari col telefonino.

Amatore è molto più in alto e sembra riferirsi ad un dilettante evoluto, conoscitore del mezzo e produttore di buoni lavori.

Professionista è il livello più alto di questa scala e denota una persona altamente esperta e capace, produttore di opere di notevole qualità.

Ma è proprio così?

Ecco le mie riflessioni:

Dilettante deriva da diletto e sta ad indicare una persona che non scatta per altri fini che il proprio divertimento e godimento estetico. Una persona che pratica la fotografia in maniera pura e senza fini pecuniari o di altro genere. Mi sembra quindi già su di un gradino molto alto.

Amatore deriva da amare ed è quindi colui che prova amore per la fotografia, ne è attratto, affascinato. Quando si è innamorati il pensiero è costantemente rivolto alla persona amata. L'amatore fotografo fa quindi della fotografia una ragione profonda di vita e di pensiero. È con la fotocamera che riesce a provare profonde emozioni ed alla fotografia rivolge grande attenzione. È quindi assiduo lettore di libri e di riviste. Ha magari un sito web e si tiene aggiornato. Ha presumibilmente ottime conoscenze tecniche e linguistiche, conosce la storia della fotografia e la produzione dei grandi fotografi. Spesso è iscritto ad un circolo e partecipa a concorsi. È fornito di una buona attrezzatura.

Professionista deriva da professione ed è semplicemente colui che si procura da vivere attraverso la fotografia. Titolare di un negozio di attrezzature fotografiche o no, si occupa di matrimoni e di altri incarichi. Dipende quindi in una certa misura dalle richieste del committente e deve assecondarne i gusti; questo limita, in misura diversa, la sua libertà espressiva. Si presume che, dovendo dedicare all'attività fotografica tutto il suo tempo, abbia accumulato una grande esperienza operativa. Possessore di attrezzature professionali, dovrebbe produrre foto di qualità elevata.

Il discorso è che la tecnica è alla base ed al servizio dell'efficace espressione delle idee. E queste cose non sempre sono il diretto risultato di una grande e prolungata attività pratica.
Inoltre, frequentemente la routine uccide l'entusiasmo. Ho conosciuto delle pregevoli eccezioni di professionisti che dedicano il loro tempo libero a fotografare (al pari di un pilota dell'Alitalia da me conosciuto, che nel tempo libero volava in mongolfiera).
Fotografi con lauree cha hanno abbandonato un lavoro sicuro per dedicarsi alla loro passione e ricavarne di che vivere e fotografi che, fatta l'esperienza delle difficoltà di tipo economico, organizzativo e psicologico della professione, sono tornati al loro vecchio lavoro.
Ma ho conosciuto anche dilettanti ed amatori con competenze nettamente superiori a quelle di un professionista comune e produttori di immagini di altissimo livello.
In conclusione, essendo la fotografia un mezzo per comunicare concetti, idee, emozioni, fatti e situazioni, quello che conta non è l'abito o l'etichetta; quello che conta è la passione, la dedizione e, soprattutto, la sensibilità e la cultura che si hanno.
Esiste poi una quarta categoria, quella dei fotografi interessati all'attrezzatura. Quelli che, quando vedono una bella immagine, chiedono subito i dati exif, la fotocamera e l'obiettivo utilizzati. Quelli che sono informatissimi sulle nuove produzioni di fotocamere e che cambiano continuamente macchina, non appena ne esce una nuova, considerando quella che hanno non più all'altezza. Sanno tutto sulla resa differente di obiettivi simili, del rumore prodotto dai diversi sensori e parlano di bokeh, di aliasing ed altri termini inglesi che fanno tanto “chic”. Fotografano poco o più che altro per mostrare la resa della loro attrezzatura, o sono, all'opposto, fotorroici, poco autocritici e magari si offendono se qualcuno osa criticare le loro opere. Come definirli? Tecnofili? Fotofeticisti?

Concludo con un pensiero di Robert Adams: "Il mio scopo è di far intravvedere il potere dei nostri occhi, non le potenzialità di un'apparecchiatura fotografica"

Buona luce

Enrico Maddalena



Non avrei saputo esprimermi meglio... per cui non aggiungo altro.


 

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La Manipolazione In Fotografia
La Manipolazione In Fotografia Inviato il  Mar 05 Aug, 2014 12:21 Da cosmosub
Photography
Ciao a tutti,

nell'auspicabile eventualità che possiate trovarne la lettura interessante mi sono preso la libertà di tradurre un interessante articolo che ho trovato per caso, con argomento il titolo in oggetto: Setting Up Images.

Citazione:
culla-bay-rock-formations-isle-of-uist

Che cos'è che piace in una foto? Farebbe qualche differenza se fosse stata costruita o manipolata, in un modo o nell'altro? Dovremmo criticare Ansel Adams, Henri Cartier-Bresson o uno qualsiasi dei maestri della fotografia per aver creato o la manipolato delle immagini? Nel caso, questo farebbe di loro dei fotografi meno bravi di quello che crediamo?

Ogni tanto, ricevo domande su alcune delle mie immagini, come ad esempio, "hai messo la foglia lì?" La risposta è "no, non l'ho fatto, non avrei potuto raggiungerla, anche se avrei voluto che fosse stato possibile ". La mia successiva reazione di solito è: e anche se fosse? È davvero importante, che differenza farebbe?

Questo mi ha fornito spunti di riflessione ed è la ragione per questo articolo. Che cos'è che piace in una foto? È il panorama, i colori del tramonto, forse; la composizione mozzafiato che mette in risalto la bellezza di un luogo? Lasciatemi allargare il discorso. Quante volte ci chiediamo se i colori in una foto sono reali o anche se gli elementi compositivi sono state manipolati in Photoshop? Ma poi, è davvero importante quello che pensiamo sia stato fatto, o è il risultato finale che dovrebbe importare?

Prendete questa immagine per esempio. Quanto è reale? Puoi dire se è stata ottenuta attraverso la sovrapposizione di più immagini o varie esposizioni? Oppure se i colori sono reali o migliorati\manipolati in post produzione? Si può dire se il sasso era lì o se ce l’ho messo io, o anche di che dimensioni sia? Ancora più importante, ti piace l'immagine? Se si, conta così tanto il processo che è stato necessario per conseguirla? Partendo dal presupposto che il ciottolo sia stato aggiunto, la domanda che ci si dovrebbe porre è: la fotografia sarebbe altrettanto bella se non fosse stato aggiunto? Senza il ciottolo, naturalmente, questa immagine non esisterebbe affatto.

Appena ho visto la forma e la texture di questa roccia, sapevo che c'era una foto qui e ho subito iniziato a pensare come portarla in vita. Il ciottolo della giusta dimensione e forma, con una diversa tonalità di colore, doveva essere messo in quella posizione. Poi è stata una questione di trovare la migliore composizione, il che mi ha richiesto un po' di tempo. Infine, dopo che tutti gli aspetti tecnici sono stati curati, le superfici rocciose sono state bagnate per rendere i colori più vividi, ma un filtro polarizzatore circolare è stato comunque utilizzato per togliere eventuali riflessi dalle superfici bagnate.

La maggior parte dei fotografi di paesaggio sanno che, molte delle immagini di Ansel Adams sono state manipolate pesantemente. Questo fa qualche differenza? Vuol questo forse dire che era un fotografo meno bravo rispetto a quanto pensassimo? Ansel Adams è stato il maestro della fotografia di paesaggio, perché poteva produrre stampe dell'immagine che aveva pre-visualizzato mentre sul posto: quale processo abbia usato per raggiungere questo scopo, non dovrebbe fare alcuna differenza.

Che dire di Henri Cartier-Bresson? Quante delle sue Immagini stato sono creare o messa in posa, e dovremmo forse per questo iniziare a mettere in discussione le sue capacità di produrre immagini straordinarie? Come molti altri artisti, Henri e altri maestri della fotografia, avevano una visione di un'immagine e facevano quello che serviva per portarla in vita. Questo per me, si chiama arte ..

La fotografia è un processo, una combinazione di visione, pensieri, umore, immaginazione e vari altri elementi, tutti mescolati insieme in perfetta armonia. Ciò può produrre risultati sorprendenti che possono essere ammirati da un pubblico numeroso e ispirare molti fotografi nelle generazioni a venire.


Che ne dite?


 




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Test Obiettivi 24mm Su Canon Full Frame - Revenge
Test Obiettivi 24mm Su Canon Full Frame - Revenge Inviato il  Mar 22 Jul, 2014 22:51 Da Mighty Gorgon
Photography
Buonasera ragazzi!

Come sicuramente ricorderete, qualche tempo fa feci questo test:

Test Obiettivi 24mm Su Canon Full Frame


Ebbene... questa sera ho deciso di rifarlo, avendo la fortuna di avere a disposizione anche un Samyang 24mm f/1.4.

Gli obiettivi testati sono i seguenti:
  1. Canon EF 17-40 f/4
  2. Canon EF 24 f/1.4 Mark II
  3. Samyang 24 f/1.4
  4. Tamron 24-70 f/2.8


Questa è la modalità con cui ho svolto il test:
  1. Ho composto una scena che contenesse diversi colori, diversi soggetti, delle scritte...
  2. Ho piazzato il cavalletto ad una distanza fissa
  3. Ho misurato l'esposizione
  4. Ho impostato la macchina in manuale (apertura, tempo di scatto, ISO, bilanciamento del bianco)
  5. Ho attivato il live view per avere lo specchio sollevato
  6. Ho messo a fuoco manualmente sulla scritta (l'unico elemento che mi consentiva di avere una messa a fuoco abbastanza precisa)
  7. Ho effettuato diversi scatti variando l'apertura del diaframma (e di conseguenza adeguando i tempi di scatto per avere la stessa esposizione)


Allego sia una versione ridotta dell'immagine originale che un crop al 100% della parte centrale dello scatto (tutto a massima risoluzione JPG).

Ecco a voi le foto... sono tantine...

_________________________________________________________

Canon EF 17-40 L

24mm_revenge_canon_17_40_f4

24mm_revenge_canon_17_40_f5_6

24mm_revenge_canon_17_40_f8

24mm_revenge_canon_17_40_f11

24mm_revenge_canon_17_40_f16


Canon EF 24mm f/1.4 L

24mm_revenge_canon_24_f1_4

24mm_revenge_canon_24_f2

24mm_revenge_canon_24_f2_8

24mm_revenge_canon_24_f4

24mm_revenge_canon_24_f5_6

24mm_revenge_canon_24_f8

24mm_revenge_canon_24_f11

24mm_revenge_canon_24_f16


Samyang 24mm f/1.4

24mm_revenge_samyang_24_f1_4

24mm_revenge_samyang_24_f2

24mm_revenge_samyang_24_f2_8

24mm_revenge_samyang_24_f4

24mm_revenge_samyang_24_f5_6

24mm_revenge_samyang_24_f8

24mm_revenge_samyang_24_f11

24mm_revenge_samyang_24_f16


Tamron 24-70 f/2.8

24mm_revenge_tamron_24_70_f2_8

24mm_revenge_tamron_24_70_f4

24mm_revenge_tamron_24_70_f5_6

24mm_revenge_tamron_24_70_f8

24mm_revenge_tamron_24_70_f11

24mm_revenge_tamron_24_70_f16

CROP

Canon EF 17-40 L
24mm_revenge_crop_canon_17_40_f4
24mm_revenge_crop_canon_17_40_f5_6
24mm_revenge_crop_canon_17_40_f8
24mm_revenge_crop_canon_17_40_f11
24mm_revenge_crop_canon_17_40_f16

Canon EF 24mm f/1.4 L
24mm_revenge_crop_canon_24_f1_4
24mm_revenge_crop_canon_24_f2
24mm_revenge_crop_canon_24_f2_8
24mm_revenge_crop_canon_24_f4
24mm_revenge_crop_canon_24_f5_6
24mm_revenge_crop_canon_24_f8
24mm_revenge_crop_canon_24_f11
24mm_revenge_crop_canon_24_f16

Samyang 24mm f/1.4
24mm_revenge_crop_samyang_24_f1_4
24mm_revenge_crop_samyang_24_f2
24mm_revenge_crop_samyang_24_f2_8
24mm_revenge_crop_samyang_24_f4
24mm_revenge_crop_samyang_24_f5_6
24mm_revenge_crop_samyang_24_f8
24mm_revenge_crop_samyang_24_f11
24mm_revenge_crop_samyang_24_f16

Tamron 24-70 f/2.8
24mm_revenge_crop_tamron_24_70_f2_8
24mm_revenge_crop_tamron_24_70_f4
24mm_revenge_crop_tamron_24_70_f5_6
24mm_revenge_crop_tamron_24_70_f8
24mm_revenge_crop_tamron_24_70_f11
24mm_revenge_crop_tamron_24_70_f16


 




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