E' veramente una notizia tragica...
...un'azione ignobile...
Non ho parole.
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ROMA - Milanese, pubblicitario, 56 anni, un amore sfegatato per le vacanze in zone ad alto rischio, che poi racconta al ritorno sulle pagine di alcuni periodici: e' il ritratto di Enzo Baldoni, il giornalista italiano freelance irreperibile da 24 ore in Iraq. Baldoni, scomparso dopo aver seguito una missione ''non autorizzata'' di un convoglio della Croce Rossa a Najaf, aveva cominciato la sua attivita' nel 1996 in Chiapas, Messico, dove aveva incontrato il subcomandante Marcos, e poi ci aveva preso gusto: Birmania, Timor est, e cosi' via.
Baldoni sembra un tipo vulcanico: oltre che fare il pubblicitario a capo di un gruppo tra i piu' noti a Milano e in Italia e il viaggiatore 'col brivido', dai resoconti di queste sue vacanze pericolose pubblicati da 'Linus', 'Diario' e altri periodici intende ricavarne un libro. Ha anche un blog su Internet, conosciuto e consultato. ''Qualcuno pensa che io sia un mezzo Rambo che ama provare emozioni forti, vedere la gente morire e respirare l' odore della guerra come Benjamin Willard l' odore del napalm la mattina in 'Apocalyps now' - ha detto una volta - invece sono lontano mille miglia da questa mentalita', molto semplicemente sono curioso. Voglio capire cosa spinge persone normalissime a imbracciare un mitra per difendersi''.
Nato a Citta' di Castello (Perugia), sposato e padre di due figli di 21 e 24 anni (la famiglia si trova attualmente in Sicilia), Baldoni lavora da anni a Milano dove e' titolare di una agenzia di pubblicita'. Sul suo sito internet si definisce ''un creativo che si e' fatto largo nella vita'' (scherzando sul suo peso e la sua taglia). E' di ieri un articolo sulle pagine milanesi di Repubblica, tutto dedicato a lui, nel quale Baldoni si definisce ''un collezionista di emozioni''. Un collega ricorda che il suo motto e' ''segui l'istinto e tutto andra' bene''. Lo stesso collega, che e' in contatto con la famiglia, spiega che l'altroieri Baldoni era in ospedale a Baghdad per essersi lussato una clavicola, ma che poi ha deciso comunque di partire per Najaf con il convoglio non autorizzato della Croce rossa italiana che poi e' stato attaccato. ''Baldoni ha avvisato i familiari - afferma il collega - li ha tranquillizzati, nell'attacco al convoglio non aveva riportato ferite. Ha detto di aver trovato rifugio in una moschea di Najaf. Poi, piu' niente''. Baldoni avrebbe un telefonino cellulare, e non un satellitare, con scheda irachena, ''ma adesso e' sempre staccato''.
ROMA - Di Enzo Baldoni si perdono le tracce venerdi' scorso. Di seguito una cronologia.
VENERDI' - Il primo allarme e' di venerdi' sera: l'inviato di Repubblica, Luca Fazzo, informa che Baldoni, collaboratore del Diario, e' scomparso da 24 ore. Anche l'ambasciata italiana a Baghdad - che quotidianamente svolge controlli per avere notizie sui connazionali presenti nel Paese - ha perso il contatto con il giornalista. Non c'e' ancora, pero', eccessiva preoccupazione: il giornalista non ha un telefono satellitare e quindi potrebbe trattarsi di semplici difficolta' di comunicazione.
SABATO - Il giorno dopo cominciano a circolare voci di un rapimento; nel pomeriggio, la notizia che nei pressi di Najaf e' stato trovato il cadavere dell'interprete che accompagnava Baldoni (anche se manca un riconoscimento ufficiale) accresce la tensione sulla sorte del giornalista.
DOMENICA - Domenica e' il terzo giorno di silenzio e di preoccupazione, appena stemperata da una buona notizia sul fronte - sempre piu' affollato - dei sequestri: la liberazione del giornalista americano Micah Garen.
LUNEDI' - Lunedi' non porta nessuna novita'. Cresce l'ansia dei familiari che a Preci, in Umbria, sono in continuo contatto con la Farnesina e con la Croce Rossa. Il direttore della Tv araba Al Jazira, l'emittente che ha spesso trasmesso video con ostaggi ricevuti dai sequestratori, in una intervista al TG5 dice di non avere informazioni sulla scomparsa di Baldoni, auspica una soluzione positiva della vicenda e difende la linea editoriale della sua emittente a proposito dei video dei sequestrati.
MARTEDI' - E proprio Al Jazira, il giorno dopo, permette di sapere che il giornalista e' vivo e, apparentemente, sta bene. E', come in altre occasioni, un video a rivelarlo. L'''esercito islamico'' rivendica il rapimento e Baldoni pronuncia il suo nome e aggiunge poche parole. Il video e' preceduto da una comunicato nel quale viene intimato all'Italia di ritirare le sue truppe dall'Iraq entro 48 ore, altrimenti non sara' garantita ''la sicurezza dell'italiano o la sua vita''. Poco dopo Palazzo Chigi diffonde una nota: il Governo e' impegnato per far tornare in liberta' Enzo Baldoni, ma ribadisce che la presenza italiana, ''militare e civile'' in Iraq continuera'. Per i familiari del giornalista, per gli italiani che hanno seguito con ansia il silenzio dei giorni scorsi, il video di Al Jazira e' anzitutto un momento di sollievo: l'italiano e' vivo e sembra star bene. Si puo' ricominciare a sperare.
MERCOLEDI' - La famiglia del giornalista lancia un appello televisivo chiedendone la liberazione e definendolo come un uomo di pace, ''che tentava di salvare vite umane a Najaf, offrendo il suo aiuto ad un convoglio della Croce Rossa, nello spirito di solidarieta' che ha sempre contraddistinto i suoi pensieri e le sue azioni''. L' appello dei due figli viene anche trasmesso da al Jazira. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, in un' intervista alla stessa emittente qatariota, sottolinea come il giornalista era impegnato per alleviare le sofferenze del popolo iracheno.
GIOVEDI' - Maurizio Scelli, commissario della Croce rossa, impegnata nella ricerca di una soluzione alla vicenda di Baldoni, si dice ottimista, ma non nasconde la sua preoccupazione. In serata cominciano a circolare voci che indicano una conclusione tragica della vicenda, confermate dall' annuncio di al Jazira.